« Il parcheggio | Grande Blog | Strane realta »
08.11.05
Afa insopportabile
Luglio, un caldo insopportabile, l'unico modo per vincere il caldo era il mare. Salii in macchina e partii verso la costa. Credo che girai per un paio dore e verso la mezzanotte mi trovai vicino ad una bella spiaggia della sardegna. Decisi di andare sulla spiaggia per rilassarmi un po, avevo in macchina un asciugamano da mare e così mi addentrai con la macchina fino quasi alla fine della spiaggia, non avevo voglia di trovare altre persone.
Parcheggiai e mi diressi verso la spiaggia, cera poca luna ed il mare era una tavola e non cera nessuno nei paraggi, o così mi sembrò. Mi sdraiai sullasciugamano ma dopo poco mi accorsi che a 20 metri da me cera un ragazzo, solo, che si toccava lentamente tra le cosce. Quando vide che lo stavo osservando questi si alzò e venne verso di me, vidi nel chiarore della luna che non era proprio un ragazzo, il fisico era però messo bene, ne troppi ne pochi muscoli, scuro di pelle. Rimasi come ipnotizzato, non riuscivo a dire neanche una parola ma lui con un sorriso mi tese la mano e mi disse: ciao, mi chiamo Stefano, ti va se ti faccio compagnia? Mi sono rotto di stare lì da solo certo risposi, mi fa piacere. Parlammo per un po del più e del meno, poi allimprovviso mi poggiò la sua mano sulla mia coscia. Fù come se mi avesse dato la scossa, fece salire la sua mano più su, lentamente, fino a poggiare le sue dita sul mio pisello, che ormai non era più molto a riposo. Rilassati, staremo bene questa sera e cominciò a baciarmi. La sua lingua era fresca, forzò lentamente la mia bocca e si insinuò dentro, cercando la mia lingua, leccando le mie labbra, mentre le sue mani mi stringevano i glutei in una stretta di ferro. Ero perso dentro di lui, la cosa che sapevo essere dentro di me stava finalmente uscendo allo scoperto. Sapevo di essere bisex ma non avevo il coraggio di ammetterlo, ma finalmente la barriera si era rotta. Mi staccai dal suo bacio e gli dissi di stendersi, gli carezzai quel corpo alla luce della luna, scesi giù dove vedevo che il suo uccello si stava ingrossando e premeva contro i pantaloni. Liberai il suo arnese e lo toccai lentamente, era piuttosto grosso, caldo, con le vene che pulsavano ritmicamente. Mi avvicinai alla punta e lo baciai, prima lentamente poi avvolgendolo con la mia lingua fino a catturare la cappella nella mia bocca. Aveva un sapore stupendo, ero al settimo cielo, felice come da tempo non lo ero più. Cominciai a fargli un pompino, cercando di fargli provare le sensazioni che io stavo provando, quando Stefano mi fermò, dicendomi che forse era meglio continuare nel suo camper, saremmo stati più comodi. Raccattammo la nostra roba e ci avviammo al suo camper, un camper ricavato da un furgoncino, che era parcheggiato poco distante. Entrammo ed in un attimo eravamo nudi, abbracciati uno allaltro con le lingue che si intrecciavano come serpenti. I nostri uccelli si toccavano e leccitazione era veramente al massimo. Stefano mi disse che era eccitato come mai non lo era stato e che sarebbe venuto molto presto, gli presi la cappella in bocca e cominciai a pompare lentamente, volevo gustare appieno quella sensazione, volevo sentire la contrazione che precede lorgasmo, sentire il getto di sperma che colpisce la lingua e riempie la bocca. Infilai dolcemente un dito nel suo caldo buchetto e sentii i suoi muscoli contrarsi, Stò per venire, spingi il dito tutto dentro, voglio godere nella tua bocca. Dopo unultima contrazione sentii lo sperma caldo e dolce invadere la mia bocca, era tanto, non sarei mai riuscito ad ingoiarlo tutto, volevo anche riceverne sul viso, volevo essere la sua puttana, essere usata da lui, essere il suo schiavo per quella notte. Fù bellissimo, non avevo mai bevuto lo sperma prima di allora, era buono e dolce, mi sentivo elettrizzato, lo sperma mi colava giù dalle labbra e si fermava sul mio petto mentre altre gocce erano scese fino allombelico. Tenni tra le labbra Stefano fino a che il suo arnese cominciò a rilassarsi, continuando a ripulire lasta dalle gocce di sperma rimasto.
http://storie-vere.blog.excite.it/
http://storie-vissute.blog.excite.it/
http://storie-gay.blog.excite.it/
http://storie-trans.blog.excite.it/
http://storie-lesbiche.blog.excite.it/
http://storie-gratis.blog.excite.it/
http://storie-fetish.blog.excite.it/
http://storieamatoriali.blog.excite.it/
http://storie-sadomaso.blog.excite.it/
http://storieillustrate.blog.excite.it/
Si sdraiò accanto a me e mi disse che tra 5 minuti sarebbe stato pronto di nuovo, di avere pazienza che mi avrebbe fatto godere anche a me. Gli dissi che quella notte sarei stato il suo schiavo, la sua puttana, avrebbe potuto farmi ogni cosa gli fosse venuta in mente, avrei obbedito senza discutere. Bevendo del tè freddo, Stefano mi fece cadere delle gocce sul petto e cominciò lentamente a succhiare, scendendo sempre più in basso, bagnandomi il mio pisello e tutte le palle, succhiando e leccando. Stavo per esplodere e lui se ne accorse, si fermò e mi disse che non dovevo venire, sarebbe stato lui a dirmi quando avrei potuto scaricare. Sapeva veramente come far impazzire un uomo. Cominciò a succhiarmi la cappella, lentamente, senza mai toccare lasta, con la mano mi massaggiava le palle ed ogni tanto faceva scivolare un dito sul solco, sfiorandomi il buchetto. Fai piano ti prego, non ho mai fatto lamore con un uomo, e mentre parlavo sentivo che il mio buchetto si contraeva ritmicamente, un calore cominciava ad avvolgermi e la testa mi girava. Sentii la sua lingua lavorare instancabilmente, la saliva lubrificava il buchetto, stavo impazzendo. Dolcemente, mi sollevò le gambe e mi puntò lasta sul mio buco, senza forzare, voleva che sentissi il calore della cappella sul mio culo. Voglio scoparti così, guardandoti negli occhi mentre il mio uccello entra dentro di te, questa sera sei mio e voglio rimanere dentro di te tutto il tempo che voglio. Ero sdraiato sulla schiena, tenevo le mie gambe aperte mentre il calore della sua cappella mi stava scaldando lanima. Entrò lentamente, millimetro per millimetro, sembrava non finire mai, il mio amante era veramente il migliore, sapeva come possedermi senza farmi sentire dolore ma solo piacere, ondate di caldo e di eccitazione affluivano in me inarrestabili, era meraviglioso. Cominciò a pompare lentamente, avvicinando ogni tanto la sua bocca alla mia per succhiare la mia lingua o mordermi dolcemente le labbra. Continuammo così per almeno 30 minuti, cambiando più volte posizione, ma sempre con un ritmo dolce. Sfilò il suo lungo uccello da dentro di me e si sdraiò sul letto, voglio che vieni sopra di me e ti infili il mio uccello dentro come una donna, sei la mia puttana e devi farmi godere, altrimenti non avrai più il mio uccello. Non chiedevo altro, puntai la sua cappella sul mio buchetto, Stefano, mi stò impalando sul tuo cazzo, è bellissimo, è grande e mi riempie , voglio che entri dentro con tutte le palle, voglio sentire lo sperma caldo nelle mie budella, sono la tua puttana. Lo pompai dentro per altri 15 minuti almeno e quando stava per venire mi disse di fermarmi, di far entrare tutto il suo uccello nel mio culetto. quando è dentro, non muoverti con il corpo, muovi solo i muscoli del culo, massaggiami fino a che esplodo dentro di te. Non era facile, ma piano piano cominciai a fare quello che voleva, il suo uccello cominciò ad ingrossarsi ancora di più, il mio buchetto era aperto quasi a farmi male, le sue contrazioni erano violente e poi finalmente sentii lultima contrazione, violenta ed interminabile, e subito avvertii il suo seme che inondava il mio intestino, mi scaldava lanima. Mentre ancora lui veniva mi prese in mano il uccello e cominciò a farmi una lenta sega. Non dovette aspettare a lungo per farmi venire, avevo ancora nel culo il suo uccello, esplosi come una fontana schizzando Stefano sul petto e sul viso, rivoletti di sperma scendevano dai suoi fianchi, mi sentivo finalmente completo, felice come mai lo ero stato prima. Non sapevo però che avrei potuto, dopo pochi giorni dal nostro primo incontro, essere ancora più felice. Stefano era sposato con una bella donna, Carla, che amava vedere il marito fare sesso con altri uomini per poi giocare anche lei, conducendo il gioco. Ma questa è unaltra storia, che vi racconterò più avanti.
http://racconti-gratis.blog.com/
http://racconti-lesbiche.blog.com/
http://racconti-gay.blog.com/
http://racconti-trans.blog.com/
http://racconti-amatoriali.blog.com/
http://racconti-sadomaso.blog.com/
http://racconti-porno.blog.com/
http://racconti-italiani.blog.com/
http://racconti-erotici.blog.com/
http://racconti-incestuosi.blog.com/
Ero in autostrada e un temporale estivo esagerato rendeva impossibile la guida. Decisi di fermarmi in una piazzola posta dietro ad alcuni alberi. Un grosso autotreno ed un lungo BMW nero avevano avuto la mia stessa idea, così parcheggiai nello spazio che rimaneva libero tra quei due veicoli. Dopo pochi minuti la bufera si era calmata, ma invece di ripartire subito colsi loccasione per cercarmi un angolino riparato nel verde, tornavo da un pranzo e avevo bevuto un po... mentre tornavo verso la macchina vidi un signore distinto che fumava appoggiato al BMW. Imbarazzatissima affrettai il passo. Signorina, mi permetta di presentarmi e disse un nome francese ho notato che non porta gli slip mi guardò negli occhi e poi abbassò lentamente lo sguardo su ogni centimetro del mio corpo. Portavo una minigonna cortissima e una camicetta trasparente e molto scollata. Limbarazzo si trasformò in eccitazione...Volevamo la stessa cosa. Cominciai a respirare concitatamente mentre sentivo i miei capezzoli indurirsi. Le andrebbe un po di Champagne? Col suo accento francese mi spiegò che era un rappresentante di vini e che nel portabagagli aveva un piccolo frigorifero pieno di bottiglie di Champagne pregiato. Mi fece accomodare nel sedile posteriore e scelse una bottiglia dalla sua scorta. Si accomodò accanto a me, aprì lo Champagne, riempì un calice largo e me lo porse. Non aveva portato che quel bicchiere, pensai che avrebbe bevuto dopo di me. E infatti così fu, ma non nella maniera che credevo. Mi tolse il bicchiere e con laltra mano cominciò a sbottonarmi la camicetta e a stuzzicarmi i capezzoli inturgiditi, tra le cosce accavallate mi sentivo umida. Poi mi allargò le gambe, portò lentamente la sua mano sapiente nelle vicinanze del clitoride e mi penetrò con due dita. Si avvicinò poi le mani alla bocca per assaggiare il mio succo, annuì soddisfatto, prese la bottiglia di Champagne e mi invitò ad uscire per continuare il brindisi. Mi fece appoggiare alla macchina, mi allargò le gambe, ora la mia fica aperta e bagnata era pronta ad accogliere ben di più che le sue dita. Ma con mia sorpresa ci versò dello Champagne e si chinò. Cominciò a leccarmi il pube bagnato, sentivo il fresco delle bollicine insieme a quella lingua rovente che scendeva sempre di più. Ne versò ancora e la sua lingua mi penetrò più volte fino a farmi venire. A quel punto aprii gli occhi e vidi un uomo uscire dal camion parcheggiato poco distante. Il francese mi lanciò uno sguardo complice, si spostò e fece un cenno al camionista che aveva osservato tutto. Era un uomo sulla trentina, aveva i capelli un po in disordine ma il suo corpo era muscoloso e promettente. Infatti non perse tempo: tirò fuori una verga impressionante e vedendomi infoiata me la infilò con decisione nella mia fica che non aspettava altro che un bel cazzone come quello. Mentre il camionista mi fotteva animalescamente il francese ci guardava fumando una sigaretta. Io ansimavo e godevo: uno sconosciuto mi sfondava la fica e un altro si godeva lo spettacolo. Venni unaltra volta. Ti piace eh? Puttana... ora ti riempio di sborra! e me lo spinse giù facendomi quasi male. Il francese spense la sigaretta, il camionista ritrasse il suo membro e si allontanò. Mi ricomposi e il signore distinto mi porse un biglietto da visita. Lei è di queste parti? Io annuii. Allora questo hotel lo conosce sicuramente. Domani sera alle 21 parteciperò ad un ritrovo di someliers che bevono lo Champagne come faccio io. Venga anche lei e porti unamica. Ma non deve essere rasata, mi racomando.Feci cenno di sì con la testa e tornai alla mia macchina pensando alla mia amica sempre disponibile per fare porcate.
http://raccontipornogratis.erosblog.it/
http://raccontipornoincestuosi.erosblog.it/
http://raccontipornolesbo.erosblog.it/
http://raccontipornogay.erosblog.it/
http://raccontipornotrans.erosblog.it/
http://raccontipornomilu.erosblog.it/
http://raccontipornoitaliani.erosblog.it/
http://raccontipornoamatoriali.erosblog.it/
http://raccontipornoveri.erosblog.it/
http://raccontipornoillustrati.erosblog.it/
Negli anni a venire, le seghe in compagnia divennero uno dei nostri passatempi preferiti, oltre che un inevitabile sfogo sessuale. Lappagamento che provavamo dopo esserci liberati della nostra tensione erotica era unico ed impossibile da ottenere con lautoerotismo solitario. Questa pratica continuò fino a circa sedici anni, poi cessò. Non che non fossimo più amici, semplicemente la masturbazione era solamente una necessità in attesa di tempi migliori più che un piacere da condividere. Ma lesperienza che sto per narrarvi ha smentito questo stato di cose. Eravamo al mare, alloggiati per una settimana a casa di un comune amico, che a sua volta stava ospitando anche altri due suoi amici. È facile immaginare la situazione di disagio in cui si viveva, ma tra ragazzi al mare ci si adatta. Io e Renato dormiamo in una camera dotata di letto matrimoniale, piccolissima e ricavata in un sottotetto arroventato dal sole tutta la giornata. Una sola finestra, anchessa troppo piccola e giusto lo spazio per le valige con le nostre cose. Alla sera il caldo è veramente insopportabile. Unica consolazione: nella minuscola toilette che comunica con la camera cè una doccia con cui ci rinfreschiamo quando vogliamo. La prima notte, complice la stanchezza per il viaggio, riusciamo comunque a dormire. La sera successiva, la situazione è più disagiata. Ci facciamo una rapida doccia prima di metterci a letto, utilizzando a turno lunico paio di infradito disponibili dato che le mie le ho perse il giorno stesso in spiaggia. Ci buttiamo sul letto con i soli slip addosso e la finestra spalancata, ma non è affatto laria di dormire. Dopo un po presi dai nervi accendiamo la luce e ci mettiamo a parlare per cercare di ingannare il tempo. Discutiamo di fitness e palestra, e confrontiamo il grado dallenamento della nostra muscolatura, visto che siamo praticamente nudi. Dopo aver parlato un po dei nostri corpi, è naturale il discorso si orienti sui corpi degli altri, anzi, delle altre! E qui latmosfera comincia a riscaldarsi, mentre commentiamo seni, gambe, glutei e tutte le meraviglie che abbiamo recentemente ammirato in spiaggia. I nostri genitali cominciano a dar segni di irrequietezza, il mio membro si sta lentamente inturgidendo; e vedo che anche sotto gli slip di Renato cè qualcosa che sta pulsando. Dopo qualche minuto siamo entrambi in tiro e tentiamo di celare le nostre erezioni. Cè molta tensione fra noi, e senzaltro ormai entrambi sappiamo che lunico modo per scaricarla sarebbe una sana seduta dautoerotismo per liberarci di tutto lo sperma che i nostri giovani testicoli hanno prodotto e che ora preme per uscire.
http://x-storie.blog.excite.it/
http://storie-amatoriali.splinder.com/
http://qui-storie.blog.excite.it/
http://raccontipornoestremo.erosblog.it/
http://le-storie.blog.excite.it/
http://raccontipornosadomaso.erosblog.it/
http://raccontipornoerotici.erosblog.it/
http://storie-vere.splinder.com/
http://raccontipornotrio.erosblog.it/
http://raccontipornosesso.erosblog.it/
Postato da MiKy il 08.11.05 14:39