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<title>Grande Blog</title>
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<copyright>Copyright (c) 2006, vaga</copyright>
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<title>L’amaro in bocca </title>
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<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Ormai da tempo combattevo una
strana inquietudine che mi accompagnava, partner non voluta,
nelle fredde giornate di quell&#146;inverno tedioso. I brillanti
colori lasciati dalla tramontana non mi dicevano più niente, a
pensarci bene niente m&#146;interessava più di tanto.</font></p>]]>
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Battezzai questo mio stato d&#146;animo
con una parola usata e forse abusata per più di un&#146;occasione,
ma che rendeva bene l&#146;idea: disagio. Sensazione sottile,
pellicola amorfa che avvolge, isola, filtra e distorce. Come una
malattia che toglie il senso del gusto, obbligato a mangiare
senza provare il piacere che da&#146; l&#146;assaporare e il
degustare, patina di noia stesa da un pennello crudele sulla
gioia di vivere. Speravo e cercavo di convincermi che il mio
stato d&#146;animo dipendesse da quell&#146;inverno triste, che
con il sole sarebbe riapparsa la mia voglia di vivere, che i suoi
caldi raggi avrebbero dissolto pellicole e vernici ridandomi il
gusto della vita. Ma l&#146;inverno era ancora lungo, la mia
primavera lontana. Decisi di avvicinarla. Scartai il letargo,
anche se come sistema poteva essere efficace, aveva serie
difficoltà di realizzazione, quindi optai per la migrazione
verso il caldo: caraibi. Viaggiare in aereo è noioso e dopo
avere visto tanta acqua, vedere brandelli di terra fa molto
piacere, un po&#146; meno quando l&#146;aereo si abbassa, il
brandello si avvicina e ingrandisce velocemente, la torre di
controllo pare un campanile di qualche chiesetta di campagna e l&#146;aeroporto
dall&#146;alto è una macchia marrone, come una grande capanna. L&#146;aereo
si abbassò ancora e sembrava inverosimile che ci fosse un
aeroporto intercontinentale in mezzo alla giungla , con alberi
spezzati e tagliati ai lati della pista, ma c&#146;era. Cinture
allacciate, la striscia verde degli alberi, atterraggio, applausi
al comandante, saluti e sorrisi e finalmente si scende. Il ventre
dell&#146;apparecchio partorisce dalle scalette altri uccelli
migratori come me, vogliosi di sole ed esotismo, con la loro
settimana in qualche villaggio turistico &#147;all inclusive&#148;.
Il Bavaro Hotel era veramente un bel posto, bella camera,
condizionatore, piscina, Buffet ben fornito, perfino i tortellini
alla panna, Dio, i tortellini alla panna ai carabi con 30 gradi,
e c&#146;era anche gente che se li mangiava.</font></p>

<p><font size="1" face="Verdana">Scartai tutte le varie attività
più o meno ludiche che il villaggio offriva, ma fui attirato da
una escursione con le &#147;moto&#148; a quattro ruote nei
villaggi vicini. In pullman fino al luogo di partenza, in un
recinto ci aspettavano quelle che chiamavano moto, ma che mi
sembravano dei trattori gocattolo, casco e poi partenza. Dopo un
po&#146; di sabbia e di foresta, la guida ci fece fermare in
quello che definiva un villaggio, 10 casupole in legno con tanto
di abitanti che ci guardavano in maniera stupita, forse ben
istruiti dalla locale &quot;pro loco&quot; per darci la
sensazione di vivere un film sull'esplorazione dei luoghi
selvaggi, salvo poi dirci di prendere delle caramelle allo
spaccio, quello sì fatto come nei film sudamericani. Era una
costruzione in legno, con il tetto di lamiera fortunatamente
ricoperto con rami e foglie di palma, all'interno stagnava un'oscurità
anticaldo, un senso di polvere e di America nel frigo a pozzetto
&quot;Enjoi Coca Cola&quot;. Un'istituzionale ventilatore da
tavolo, al lato del banco, rinfrescava la faccia rugosa e
inespressiva della proprietaria. Brancolai assieme agli altri
turisti del gruppo per trovare qualcosa da bere quando notai una
ragazza, in piedi, accanto ad uno scaffale che mostrava timido le
sue poche mercanzie. Era sulla linea della porta e la luce dall'esterno
le rischiarava il volto, gli occhi scuri, il naso sottile, la
bocca infantile. Aveva qualcosa di bello che attirava il mio
sguardo. Mi fissò anche lei, forse incuriosita dal mio guardare
e tutto ciò non sfuggì ad una voce che si materializzò da una
sedia, incastrata nella penombra. La voce mi chiamò, &#147;Senor&#148;
ed io mi avvicinai. &quot; mi chinai verso la voce che adesso
proveniva da una testa femminile, &quot; te gusta la Chica?
&quot;. &nbsp;&#147;Si&#148; risposi, &#147; es muy bonita&quot;.
Mi fece avvicinare, la proprietaria della voce si alzò e vidi
che era una donna vecchia a e grassa. &#147;vuole foliar la chica?&quot;
Una puttana, una puttana in vendita. Non dissi niente, pagai la
coca e le caramelle ed uscii. La vecchia mi attendeva, con la
ragazza poco distante. Mi sentii addosso il suo sguardo deluso,
di rimprovero. Non mi sembrava una puttana, ma poi, vaffanculo,
non ero forse venuto anche per farmi qualche scopata?<br>
Alla luce del giorno la vecchia grassa non sembrava poi tanto
vecchia ad osservarle meglio il volto; portava tra le rughe il
ricordo di una bellezza svanita, con i lineamenti scolpiti, segni
che la vita non facile lasciano sul viso, che offendono il corpo
e quello che è peggio, induriscono l&#146;anima. &#147; 50
dollari por la chica &#147;.</font></p>

<p><font size="1" face="Verdana">La ragazza era scomparsa, seguii
la vecchia. La baracca dove mi portò era ornata da alcuni
bambini che giocavano, che entravano e uscivano, si rincorrevano
e con le loro voci squillanti mitigavano lo squallore che emanava
quel posto.<br>
Quando notarono la mia presenza mi attorniarono tendendo le mani.
Dispensai loro le caramelle, poi la donna li fece andare via ed
entrammo. Era una unica stanza, su un tavolino un fornello a gas
e poche stoviglie, nel mezzo un tavolo con delle sedie, dalla
parte opposta un vecchio letto dal quale due occhi scuri mi
stavano guardando. La ragazza era già lì ad aspettare.<br>
Mi colpì l&#146;apparente pulizia che stonava con il posto, mi
sentivo defraudato, avrei potuto dire di un posto sudicio e
squallido, invece no, era pulito ed anche le povere cose disposte
con ordine. <br>
La ragazza si era già messa a sedere sul letto ed io sentivo su
di me sempre il suo sguardo di deluso rimprovero, o forse ero io
che lo immaginavo, forse ero io che mi guardavo con deluso
rimprovero.<br>
Cinquanta dollari mi disse la ruffiana, quaranta mi venne di dire,
cinquanta, tiengo cinco ninos.<br>
All&#146;improvviso capii, era sua figlia, mi stava vendendo sua
figlia. Qualche volta capita di volere scendere nel proprio
inferno, nelle proprie meschinità o forse accettare la propria
natura, vedere quanto si può cadere in basso; tirai fuori il
portafoglio e le porsi i 50 dollari, poi le girai le spalle.
Mentre mi giravo il mio volto incrociò i miei occhi da un
frammento di specchio attaccato alla parete, passò oltre e si
trovò a fissare la ragazza che intanto si era alzata la gonna,
scoprendo le gambe e il ventre, facendo spiccare il folto del
pube.<br>
Mi vergognai di me stesso, dell&#146;arroganza dei mie soldi,
della situazione nella quale mi ero messo. &#147;Ferma&#148;, mi
trovai a gridare alla madre che non era ancora uscita.<br>
Decisi di punirmi, se si può definire una punizione quello che
volevo fare, ma non mi meritavo quella giovane.<br>
Con un gesto invitai la ragazza ad uscire e poi alla madre che mi
guardava interrogativa &#147; non me gusta la chica, es mas
jobane &#147; così la spinsi la figlia verso la porta e chiusi.</font></p>

<p><font size="1" face="Verdana">Volevo toccare il fondo? Ero
sulla strada giusta, pago per una giovane puttanella e poi mi
trombo la mamma. E&#146; caldo, non mi piaccio, non mi piace la
situazione, ma mi costringo a viverla.<br>
La vecchia mi guarda ancora sorpresa, non riesce a capire, la
faccio sedere sul letto, mi sbottono e tiro fuori un verme
inanimato &#147; non vorrai farmi fare figuracce vero?&#148;
penso guardandolo, le afferro i capelli lanosi e gli avvicino la
testa all&#146;uccello, un attimo di esitazione poi lo prende in
bocca, il lombrico si anima. Evito di guardarla, di guardare le
rughe, forse la rassegnazione. L&#146;uccello si fa duro, la
vecchia puttana ci sa fare, la faccio rialzare e l&#146;appoggio
al tavolo, le alzo il vestito, non ha le mutande, il culo grosso,
le allargo le gambe, mi metto il preservativo, sputo sulla mano,
mi lubrifico, cerco il suo buco ed entro.<br>
La stanza mi entra negli occhi, di nuovo il fornello sul tavolino,
il letto, anche il frigorifero, il vestito fantasia della vecchia,
il suo viso appoggiato al tavolo, il frammento di specchio che
adesso mi rispedisce un pezzo di viso dalla finestra, quella
della ragazza. Faccio finta di non vederla e mi concentro sulla
trombata. La faccio spostare dal tavolo, mi guarda stupita, la
spoglio e l&#146;accarezzo, il gusto dell&#146;orrido? Sono
sudato ma non mi tolgo niente. La metto sul letto, la giro,
carponi, non voglio vederla nel viso, la penetro di nuovo, mi
attacco ai seni tenuti pieni dal grasso, li stringo, pompo sempre
più velocemente, la faccio sdraiare, le gambe fuori <br>
dal letto, la tengo per le spalle e infine vengo. Rimango
sdraiato su di lei ansimando, con il sudore che mi cola, mi
appiccica; poi, con fatica, mi rialzo. La ruffiana si mette a
sedere sul letto, indugia nel vestirsi, ostenta la sua nudità,
mi guarda e mi sembra di vedere un sorriso sulle sue labbra.
Tende le mani e mi sfila il preservativo, questa volta sorride
davvero. Non so se sorride perché si sente gratificata per
averla preferitaa sua figlia o perché mi considera più
pervertito di altri clienti. Assieme al sorriso allunga un
braccio con uno straccio per pulirmi, mi asciugo il sudore, l&#146;uccello,
le do un bacio sulla fronte ed esco sentendomi sulla nuca il suo
sguardo divertito.<br>
Arrivo allo spaccio per riprendere la moto, un tipo incazzato
sbraita in spagnolo per il mio ritardo, e dopo un paio di &#147;
Vada por el culo&#148; rimetto in moto, cavaliere con macchie e
paure, e me ne ritorno in albergo, per oggi ne ho abbastanza.</font></p>]]>
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<title>Nuove Sensazioni</title>
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<summary type="text/plain">Dopo diverse settimane in cui continuarono i nostri incontri, soprattutto con Maria e saltuariamente con Nina, Maria mi disse che...</summary>
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<dc:subject>Racconti</dc:subject>
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<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Dopo diverse settimane in cui
continuarono i nostri incontri, soprattutto con Maria e
saltuariamente con Nina, Maria mi disse che stava diventando un
po&#146; monotono, che era un po&#146; stufa di fare sempre sesso
a letto o sotto la doccia.<br>
</font><a href="http://sexi-shop.grandesito.it/"><font
color="#FFFFFF" size="1" face="Verdana">Sexi Shop</font></a><font
color="#FFFFFF" size="1" face="Verdana">, </font><a
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size="1" face="Verdana">Preservativi</font></a><font
color="#FFFFFF" size="1" face="Verdana">.</font></p>]]>
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Disse che voleva qualcosa di
diverso, voleva provare nuove sensazioni. Le risposi che per il
nostro prossimo incontro (avevo a disposizione almeno 3 giorni)
avrei pensato a qualcosa&#133; Non fu evidente come sembrava, in
testa mi frullavano molte idee, ma dovevo sceglierne una e
prepararla nei dettagli. Dapprima pensai di farlo anziché a
letto o sotto la doccia, sul tavolo di cucina o per terra su un
tappeto, o in macchina, ma poi l&#146;idea mi sembrò piuttosto
possa. Avevo pensato anche di farlo in un luogo pubblico, ad
esempio in un parco o nei bagni della stazione, ma l&#146;idea di
essere visti da chiunque non mi andava molto a genio e inoltre
avrebbe potuto vederci qualcuno che ci conosceva e rivelarlo ai
quattro venti con le spiacevoli conseguenze che potete immaginare.
Infine ebbi un&#146;idea brillante (o perlomeno avevo la speranza
che lo fosse). Dapprima dovetti procurarmi alcune cose: delle
manette, una corda, una benda per gli occhi, un vibratore, delle
forbici e un barattolo di panna montata. Quando con Maria
arrivammo a casa mia, le dissi che come promesso le avrei fatto
provare qualcosa di nuovo, ad una condizione&#133; avrebbe dovuto
ubbidirmi senza protestare altrimenti avrei interrotto il gioco e
se lei voleva che per qualche motivo lo interrompessi il gioco
avrebbe dovuto pronunciare la parola STOP. La condussi in camera
e le chiesi di togliersi soltanto le scarpe e il maglione, sotto
il maglione portava una maglietta giallo limone che lasciava
intravedere il reggiseno nero. Presi la benda e le bendai gli
occhi, capivo che avrebbe voluto protestare, ma non lo fece. Le
slacciai il bottone dei jeans e abbassai la zip, vi infilai la
mano, seguendo con le dita il contorno degli slip, poi le
abbassai i pantaloni, facendole alzare prima un piede poi l&#146;altro
per liberarmene completamente. Infilai le mani sotto la maglietta
per alzargliela e le dissi di alzare le braccia per potergliela
togliere. Portava slip e reggiseno combinati neri, volutamente
non glieli tolsi subito, volevo prolungare l&#146;attesa. La
condussi verso il letto e la feci sdraiare sulla schiena, le
afferrai prima un braccio poi l&#146;altro per ammanettali alla
testiera del letto, avendo avuto l&#146;accortezza di mettergli
sotto le manette dei polsini di stoffa, tipo quelli dei tennisti,
per non provocarle eccessivo dolore. Le divaricai le gambe e le
legai con una corda morbida al fondo del letto. Vidi dalla sua
espressione che non era molto contenta, si sentiva completamente
bloccata, in balia delle mie voglie.</font></p>

<p><font size="1" face="Verdana">Presi le forbici, le appoggiai
sulla sua pelle, percorrendo il contorno degli slip, ebbe una
contrazione di paura, la tranquillizzai dicendole che non le
avrei fatto del male, ma era l&#146;unico modo per toglierle l&#146;intimo&#133;
Protestò&#133; disse che l&#146;aveva appena comprato apposta
per me e per questa serata, le risposi che ne ero molto onorato e
che l&#146;avrei conservato come ricordo della serata, ma ora
dovevo toglierglielo in qualche modo. Tagliai le spalline del
reggiseno e infilai entrambe le mani sotto la sua schiena per
slacciarlo, inarcò quel poco che poteva la schiena. Tagliai
lateralmente anche gli slip e li strappai da sotto il suo sedere.
Era completamente nuda e io potevo disporre del suo magnifico
corpo come volevo! Sfioravo il suo corpo molto leggermente con le
mani, facendole solletico, partii dalle braccia, scesi verso le
spalle e il collo per poi arrivare nella zona del seno dove mi
soffermai più a lungo percorrendone dapprima più volte il
contorno e poi le tette e i capezzoli, finché non li sentii duri&#133;
Rabbrividiva per il solletico e gemeva, non so se a causa del
solletico o del piacere che provava toccandole le tette,
probabilmente era un misto delle due cose. Intanto vedevo che
dalla sua vagina iniziavano a colare i primi umori. Continuai
verso il ventre, si contorceva per tentare di sottrarsi al
solletico, ma inutilmente&#133; scesi verso l&#146;inguine e via
via fino in fondo alle gambe. Quando arrivai sotto i piedi fece
uno scatto, ma la corda era ben salda. Non parlava&#133; a tratti
emetteva solo qualche mugolio. Presi il barattolo di panna
montata, la cosparsi di panna la zona vaginale, tutto il ventre e
il seno, fino a svuotare il barattolo. Iniziai a leccarla attorno
al suo buchetto, il gusto della panna era mescolato a quello dei
suoi umori che fuoriuscivano, volevo condividerlo con lei, le
dissi di aprire la bocca e vi infilai la mia lingua, che andò a
intrecciarsi con la sua. Dopo aver ripulito per bene con la
lingua la zona vaginale dalla panna, presi il vibratore, lo
lubrificai con i suoi umori e glielo infilai nella passera,
dapprima muovendolo avanti e indietro, poi lo infilai
completamente dentro. Continuai a ripulirla dalla panna con la
lingua e ogni tanto con un cucchiaio ne facevo mangiare anche a
lei. Continuava a contorcersi, sia per l&#146;effetto del
vibratore infilato nella passera, sia per la mia lingua che
percorreva tutto il corpo. Poco prima che arrivasse all&#146;orgasmo,
sapientemente le estrassi il vibratore, per mantenerla eccitata e
prolungare l&#146;attesa. Rimaneva ancora della panna sulle sue
tette, le succhiai avidamente e strinsi leggermente con i denti i
capezzoli che erano ritti come chiodi. Le inserii nuovamente il
vibratore e nel contempo le stuzzicavo il clitoride con le dita.
Lei continuava a gemere e mugolare e infine si contorse in un
orgasmo assai copioso accompagnato da un urlo liberatorio, le
estrassi il vibratore e avvicinandomi al suo buchino cercai di
raccogliere con la bocca il più possibile del suo seme. Dopo l&#146;orgasmo
ansimava e sembrava sfinita, decisi di lasciarle un attimo di
pausa, la abbracciai appoggiando la mia testa sul suo seno,
restammo immobili in quella posizione per alcuni minuti.</font></p>

<p><font size="1" face="Verdana">Quando sentii che il suo respiro
aveva ripreso un ritmo normale, le dissi che ora toccava a me
godere. Mi spogliai dei boxer che ancora indossavo e mi misi a
cavalcioni sopra di lei, in modo che il mio pene già assai
eretto andasse a sfiorare le sue tette che tornarono a indurirsi.
Per un attimo pensai all&#146;idea di infilarglielo in bocca, ma
sapevo che non le piaceva e non era nemmeno la mia specialità
preferita&#133; allora continuai per un po&#146; a stuzzicarle le
tette che si irrigidivano sempre più e dalla vagina ricominciava
a uscire il suo umore. Mi spostai in maniera da poterla scopare,
la posizione non era la più comoda, ma non importava. A causa
della posizione in cui si trovava, il suo bucchetto era già
estremamente allargato, infilai il mio membro che molto
facilmente arrivò in fondo&#133; presi a stantufare su e giù e
infilai le mani sotto il suo sedere stuzzicandole con le dita il
buchino dietro. Il suo respiro si faceva sempre più veloce,
alternava gemiti e urla di piacere, finché venne in un primo
copioso orgasmo, ma io non ero ancora soddisfatto, ci volle quasi
un quarto d&#146;ora prima che io venissi (devo ammettere che
dalle prime volte con Maria (vedi capitolo 1) avevo imparato
molto bene a controllarmi), lei nel frattempo aveva avuto altri
due orgasmi, finché venni anch&#146;io inondandola del mio
sperma. Estrassi il mio membro, dalla sua passera colavano il suo
e il mio liquido. Era esausta, quasi inerme, la abbracciai ancora
una volta finché si riprese, ci scambiammo un lungo bacio poi le
dissi che era finito. La liberai dalle manette, dalle corde e
dalla benda, le porsi un accappatoio e le dissi di andare a farsi
una doccia. Dopo circa un quarto d&#146;ora uscì dalla doccia
indossando solo l&#146;accappatoio, mi fece notare che non aveva
più la sua biancheria intima, ma avevo pensato anche a questo,
presi un pacco regalo che avevo preparato, glielo porsi dicendole
che era per ringraziarla della serata. Lo aprì, era un completo
intimo rosso semi trasparente, le dissi &#147;spero che sia della
tua taglia&#133;&#148;. Lo indossò, stava benissimo! Si rivestì,
prima di andarsene ci abbracciammo a lungo e mi sussurrò all&#146;orecchio
&#147;E&#146; stato molto emozionante&#148;. Le chiesi di parlare
della nostra serata con Nina, e di farmi sapere se anche lei
desiderava una serata del genere.</font></p>

<p><font size="1" face="Verdana">Arrivati davanti alla porta del
mio appartamento, facendo attenzione che nessuno ci vedesse, le
bendai gli occhi, non volevo che vedesse la sbarra. Fece un gesto
di stizza, non capiva perché non attendevo di essere in casa&#133;
le dissi semplicemente di stare tranquilla. Entrammo in casa, le
chiesi se prima di iniziare volesse bere qualcosa, rifiutò.
Allora le dissi che da quel momento entravano in vigore le regole
che le avevo spiegato. Nina indossava un maglioncino giallo
scuro, dei blue jeans e delle scarpe nere, classiche, con un paio
di centimetri di tacco. Facendole alzare le braccia, le sfilai il
maglione, sotto portava una camicetta bianca che lasciava
intravedere un reggiseno azzurro. Le slacciai i jeans e abbassai
la zip, come prevedevo anche i suoi slip erano azzurri. Le
abbassai i jeans, sfiorando con le mani il suo culetto. Le feci
alzare prima un piede e poi l&#146;altro, scalzandogli
contemporaneamente le scarpe e i jeans; in seguito le slacciai la
camicetta e portando le mani sulle sue spalle la lasciai cadere a
terra, poi abbassai le spalline del suo reggiseno. A questo punto
la condussi verso la sbarra, che era abbassata a circa un metro
da terra, con la corda legai i suoi polsi alla sbarra, diede uno
stratto con l&#146;intento di liberarsi, inutilmente. Ruotando l&#146;apposita
manovella, cominciai a sollevare la sbarra e le sue braccia
assieme. Mi fermai solo quando i suoi piedi erano staccati da
terra, a questo punto sgambetto freneticamente, ma non serviva
nulla, era appesa come un salame. A questo punto mi accorsi di un
problema che non avevo previsto, lei era alta circa 1.80 e appesa
in questo modo c&#146;erano almeno 30 centimetri di differenza
tra noi; il mio viso arrivava all&#146;altezza dei suoi seni, era
tutt&#146;altro che brutta come visione, ma non avrei potuto
baciarla e nemmeno scoparla&#133; Pensavo ad una sedia, ma il mio
spazio di movimento sarebbe stato troppo piccolo. Non senza
fatica spostai il tavolino in legno massiccio, alto circa 50 cm e
il problema era risolto. Salii sul tavolino, la cinsi con le
braccia per slacciarle il reggiseno e iniziai a stuzzicali i
capezzoli con le dita, sentendo che si irrigidivano, lei iniziava
a emettere qualche mugolio. Le sue mutandine erano già bagnate,
gliele sfilai. Vidi che non era depilata, le ricordai che le
avevo detto che avrei sempre voluto vederla depilata; con fatica
mi rispose che non aveva fatto a tempo a farlo la sera prima. Le
dissi che ci avrei pensato io, emise un gemito di disapprovazione&#133;
andai a prendere una forbice, la schiuma e una lametta. Con la
forbice le tagliai tutto il pelo, lasciandone solo qualche
millimetro, cosparsi la zona vaginale con la schiuma e iniziai a
raderla, lasciando solo una sottile striscia di peli attorno alla
passera. Ripulii la schiuma che rimaneva, ero soddisfatto del
lavoro che avevo fatto!</font></p>]]>
</content>
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<title>Strane realta</title>
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<issued>2006-01-13T08:47:17Z</issued>
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<summary type="text/plain">Non siamo una coppia, non siamo compagni, né amici. Forse siamo amanti, o forse no. Di certo siamo un uomo...</summary>
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<name>vaga</name>


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<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Non siamo una coppia, non siamo
compagni, né amici. Forse siamo amanti, o forse no. Di certo
siamo un uomo e una donna, con i propri destini, le proprie vite,
così lontane e così diverse. </font></p>]]>
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Un giorno questi destini si sono
incrociati, per gioco, per una sfida&#133;una sfida con sé
stessi. Un bisogno, anche. Lui cercava una persona con cui
parlare. Con cui parlare di sé, qualcuno che non lo conoscesse,
qualcuno al quale mostrare la parte nascosta, così bella e così
segretamente celata agli occhi degli altri. Lei cercava qualcuno
che la amasse. Qualcuno che la accettasse per ciò che era.
Qualcuno a cui mostrarsi senza vergogna, senza riserve. Qualcuno
a cui donarsi completamente. Così è avvenuto il miracolo. Le
nostre vite, un freddo giorno di gennaio, si sono toccate
dolcemente, hanno sentito le vibrazioni. Ci siamo fermati ad
ascoltarci, a sentire il messaggio, che già si componeva dentro
di noi. Abbiamo cominciato a giocare, lasciando che presto il
nostro gioco si trasformasse in una realtà meravigliosa,
avvolgente, entusiasmante. Insieme abbiamo cominciato a scoprire
una nuova dimensione della vita. Abbiamo imparato ad amarci come
ancora nessuno crede si possa amare una persona. Siamo riusciti a
scoprirci, piano piano, con dolcezza, curiosità ed amore.
Insieme abbiamo scoperto il sesso: così profondo, così
incredibilmente reale, passionale, violento e dolcissimo. Ho
sentito la sua voce tremare dicendomi &#147;piccola, ti amo&#148;.
Ho lasciato esplodere la mia passione gridandogli quanto lo
volessi dentro di me. Ho goduto del suo ansimare confuso e
rapito, mentre sognava le mie labbra su di lui, mentre ascoltava
la mia voce calda descrivergli il mio desiderio infinito di
appartenergli, di essere sua, completamente. Ma noi siamo una
strana realtà. Parliamo di noi come se vivessimo quotidianamente
il nostro sogno ed in fondo è proprio così. Noi siamo insieme
tutti i giorni e con il pensiero tutte le notti. Noi viviamo l&#146;uno
nell&#146;altro, tanto da respirarci dentro, così forte da
sentirci a distanza, da avvertire nell&#146;altro il bisogno, la
gioia, la tristezza. Noi corriamo in aiuto senza che ci venga
richiesto; noi godiamo della felicità dell&#146;altro come se
fosse la nostra. Noi siamo una cosa sola. Ma, in realtà, noi non
esistiamo. Noi siamo un sogno. Non un sogno della mente, né un
frutto dell&#146;immaginazione. Noi siamo il frutto di un
sentimento coltivato piano piano, protetto a fatica dalle
intemperie dell&#146;invidia e delle incomprensioni. Noi abbiamo
fatto germogliare questa meraviglia, delicata e fragile,
aspettando che diventasse forte e solida come una roccia. E
quando lo è divenuta, abbiamo deciso di diventare reali. </font></p>

<p><a href="http://incontri-mantova.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Mantova</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-mantova.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-mantova.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-livorno.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Livorno</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-livorno.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-livorno.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-sassari.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Sassari</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-sassari.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-sassari.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-ravenna.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Ravenna</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-ravenna.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-ravenna.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-salerno.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Salerno</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-salerno.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-salerno.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-novara.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Novara</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-novara.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-novara.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-cagliari.lovez.it/"><font
size="1" face="Verdana">Incontri Cagliari</font></a><font
size="1" face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-cagliari.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-cagliari.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-lucca.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Lucca</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-lucca.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-lucca.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-arezzo.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Arezzo</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-arezzo.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-arezzo.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-trento.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Trento</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-trento.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-trento.lovez.it/</font></a></p>

<p><font size="1" face="Verdana">Oggi noi siamo ancora una strana
realtà, ma siamo noi. Oggi noi siamo due amanti completi, vivi,
uniti, reali. Un uomo e una donna che si amano follemente, che si
desiderano incredibilmente, che bramano ogni momento al pensiero
di vedersi, di toccarsi di essere ancora veri. Noi siamo quegli
amanti che vivono ad orari stabiliti, che vivono attraverso la
chat, il telefono, gli sms, le e-mail e tutto ciò che la
tecnologia è in grado di offrire. Noi siamo gli amanti virtuali
della nuova epoca. Noi ci amiamo come nessuno può comprendere.
Noi ci amavamo ancora prima di incontrarci. Ci appartenevamo già,
eravamo già una cosa sola, un&#146;unica splendida realtà. Oggi
siamo ancora separati. Le vacanze estive, gli uffici chiusi per
ferie, separano chi vive di giorno. Siamo lontani; viviamo l&#146;estate
in una sofferenza infinita, nel bisogno di sentire anche solo per
un attimo la voce tanto amata, ricevere un messaggio d&#146;amore
di poche parole scritte sul display del cellulare. Trascorriamo
le giornate pensando all&#146;amore lontano, accarezzandosi
desiderando di sentire la sua mano, anziché la propria, tentare
di regalare un po&#146; di gioia. Quante volte mi sono spogliata
ricordando come lo facevo davanti a lui. Quante volte ho
osservato il mio viso nello specchio, soffermandomi sulle labbra
che lui baciava con passione, con trasporto, senza riuscire a
smettere. Ancora risento la sua voce dirmi di avermi baciata poco.
Che la prossima volta lo farà di più. Sento le sue mani calde e
morbide toccarmi le pelle, passarmi sul collo, scendere sui seni.
Le sento chiaramente carezzarmi il desiderio infinito. Avverto
ancora il suo respiro sul viso, la sua lingua cercarmi l&#146;orecchio.
Osservo i suoi occhi chiusi, nel desiderio di assaporare ogni
istante del nostro breve incontro. Ma ora siamo ancora lontani.
Siamo sempre lontani, ma ora c&#146;è il silenzio. Un silenzio
così glaciale: nessuna telefonata, né un messaggio, ne una mail.
La chat chiusa&#133;per ferie. Solo il mio pensiero, il mio
ricordo di lui a tenermi viva. Solo la mia voglia, soddisfatta a
stento dalla mia mano. Solo il mio pensiero a cercare il suo,
nell&#146;oceano del desiderio. Passerà così la mia estate. Lo
sconforto mi assale, ma subito dopo l&#146;eccitazione prende il
suo posto, se solo ripenso al suo sguardo, alla sua voce calda, a
quando richiuse la porta del nostro nido d&#146;amore,
abbracciandomi forte, dicendomi che ero finalmente sua. C&#146;è
silenzio intorno. Sono sola. Senza di lui manca il colore. D&#146;improvviso
il suono del cellulare squarcia i miei pensieri, tristi e dolci
allo stesso tempo.</font></p>

<p class="textb"><a href="http://incontri-varese.lovez.it/"><font
size="1" face="Verdana">Incontri Varese</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-varese.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-varese.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-trieste.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Trieste</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-trieste.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-trieste.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-ancona.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Ancona</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-ancona.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-ancona.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-vicenza.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Vicenza</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-vicenza.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-vicenza.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-catania.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Catania</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-catania.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-catania.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-ferrara.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Ferrara</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-ferrara.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-ferrara.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-udine.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Udine</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-udine.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-udine.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-siena.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Siena</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-siena.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-siena.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-pescara.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Pescara</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-pescara.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-pescara.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-pavia.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Pavia</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-pavia.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-pavia.lovez.it/</font></a></p>

<p><font size="1" face="Verdana">Sgrano gli occhi, incredula. Il
suo nome compare sul display. Mi sta telefonando&#133;&#133;Afferro
di prepotenza il telefono, rispondendo quasi tremando. &#147;Pronto..?&#148;&#133;&#148;Ciao
amore&#133;..&#148; eccola. La voce tanto amata. Sento le
vibrazioni. Esplodono di colpo nella mia mente, cancellando in un
istante giorni di solitudine, di sofferenza, di bisogno d&#146;amore.
D&#146;improvviso la giornata assume un altro colore. Tutto è
vivo, solare, reale. Sento la sua voce dolcissima parlarmi del
suo amore per me, del suo bisogno di avermi, della sua mente che
cerca i miei segnali. Mi sento sua, completamente. Sono nelle sue
mani. Attendo speranzosa di sentire che mi desidera. E non appena
formula alle parole tanto attese l&#146;eccitazione invade tutto
il mio essere. Mi spoglio in un attimo lasciandomi guidare dal
suo desiderio. Toccati, gli chiedo. Passa la mano sul desiderio
che hai di me. Toccati anche tu, mi dice. Lo ascolto. Lascio
scivolare la mia mano alla ricerca della mia passione che sgorga
finalmente libera. L&#146;ho desiderato tanto e finalmente è qui.
Mi faccio largo tra i peli bagnati, cercando l&#146;ingresso
della mia voglia. Assaggiati, mi dice. Fammi sentire come ti
succhi le dita. Ricordi come lo facevo a te? Passo la lingua
sulle dita colme del mio sapore. Sento il suo silenzio, intento
ad ascoltare il gioco della mia bocca sulle mani. E&#146; come se
sentissi il tuo sapore. Mi tocco ancora, stuzzicando il clitoride
che cresce sempre più. Vieni con me tesoro mio, pizzicati,
massaggiati, entra con le tue dita proprio lì, dove io passavo
la mia lingua, ricordi? E come dimenticare? Sento il suo bisogno
di esplodere, lo percepisco nelle mie mani che mi regalano il
piacere tanto atteso, lo sento nella sua voce che abbassa i toni,
lo sento nel suo respiro che diventa profondo. Vieni amore mio.
Io sono lì con te. Vieni&#133;..mentre le mie dita aumentano il
ritmo&#133;fino a raggiungere il culmine del desiderio. Sento la
sua voce chiamarmi, sento invocare il mio nome, lo sento dire
&#145;ti voglio&#146; prima di lasciarsi andare in un orgasmo
violento. Il suo grido dolce e liberatorio mi giunge dentro, nell&#146;anima,
lo sento dentro di me&#133;.lo sento arrivare, scivolare verso il
basso, mi sento scossa da brividi irrefrenabili, che senza
tentare di trattenere sconvolgono per un istante la mia mente.
Non c&#146;è barriera, non c&#146;è distanza tra noi. Ogni
volta veniamo insieme, come se fossimo uniti. Ma noi siamo una
strana realtà. Indissolubile&#133;e meravigliosamente vera.
Chiudi piano la porta, lenta giri la chiave e lasci il mondo di
fuori. Ecco, adesso, anche l&#146;hai fatto e come un gatto
guardinga ancora tendi l&#146;orecchio ad un passo che temi sia
troppo vicino, allo sfaccendare di mamma sul fondo che speri
rimanga in cucina. </font></p>

<p class="textb"><a href="http://incontri-venezia.lovez.it/"><font
size="1" face="Verdana">Incontri Venezia</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-venezia.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-venezia.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-perugia.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Perugia</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-perugia.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-perugia.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-agrigento.lovez.it/"><font
size="1" face="Verdana">Incontri Agrigento</font></a><font
size="1" face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-agrigento.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-agrigento.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-parma.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Parma</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-parma.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-parma.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-rimini.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Rimini</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-rimini.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-rimini.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-modena.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Modena</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-modena.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-modena.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-bari.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Bari</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-bari.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-bari.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-pisa.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Pisa</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-pisa.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-pisa.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-bergamo.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Bergamo</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-bergamo.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-bergamo.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-palermo.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Palermo</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-palermo.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-palermo.lovez.it/</font></a></p>

<p><font size="1" face="Verdana">Chissà se ha sentito? Chissà
se si è accorta che sua figlia è rientrata e ha chiuso a chiave
la porta? Che la sua bimba adorata ancora respira agitata nella
sua cameretta al di là della casa? Chissà se anche solo ha
capito, se silenziosa si è avvicinata furtiva e come una spia
sta appostata nascosta dietro la porta? Chissà se ha sentito?
Resti di spalle appoggiata alla soglia come se volessi accertare
del tutto, ancora per qualche momento, che non c&#146;è davvero
nessuno che ascolti, davvero nessuno che sappia quanto ti piace
stare da sola chiusa dentro una stanza. Il respiro intanto si
calma, si unisce alle tue piccole cose, alle tue bambole belle, a
quell&#146;orso adagiato sul letto che già felice t&#146;aspetta.
Ma tu intanto desisti, tieni gli occhi più chiusi, e non tenti
nemmeno un rumore, cosicché quell&#146;incanto si prolunghi a
piacere, si gonfi e s&#146;inventi come una bolla al sapone
lontana da un eccessivo calore che veloce l&#146;afferri, l&#146;asciughi
e la scoppi. Come quel rossore che improvviso ti sale, ti riempie
e ti sboccia sul viso come una rosa i primi di maggio, perché
non c&#146;è più niente davvero che poi lo possa impedire,
nemmeno la mamma che bussa alla porta e ti chiede che fai.
Allora, ancora resti immobile e aspetti, resisti impaziente per
esser sicura che mamma non venga, che ancora ti creda sulla
strada di casa all&#146;uscita da scuola, mentre invece già da
qualche minuto sei rintanata in camera tua e sei tutta da sola. L&#146;importante
è che il mondo di fuori si fermi e frivolo ignori la meraviglia
che vive fra queste pareti turchine di fiori, fra questi giochi
di legno e cartone che per numero e tipo raccontano poche le
primavere degli anni che porti. I tuoi quindici, solo. L&#146;importante
è che scenda il silenzio d&#146;intorno così che si svegli quel
mondo di sogno, che lasci in disparte quaderni e cartella poiché
ora davvero non trovano posto né problemi né temi ma solo
pensieri di morbidi cieli e di mari più mossi tra le onde delle
tue piccole mani. Perché il pensiero sa prendere forma, è una
fantasia che cerca sostanza, dentro un disegno a pastelli e
matita che traccia i contorni a una piccola donna e ne scopre gli
spazi più vuoti e perfetti per portarci il calore, i colori del
cuore, d&#146;un desiderio già intenso che cresce e galleggia
innocente mentre l&#146;esplori. Ed ora che importa, ora che
dondoli lenta a cavalluccio sul letto se anche mamma chiamasse
alla porta, ora che culli d&#146;amore convinto quell&#146;orsacchiotto
dal nasino a biscotto tra le candide cosce sotto il vestitino di
lana, ora che lo preghi e lo premi più forte perché ti porti d&#146;un
fiume nel mare che ingrossa, che t&#146;anima d&#146;onde quel
corallo più rosa e quella perla preziosa che gelosa nascondi. </font></p>

<p class="textb"><a href="http://incontri-roma.lovez.it/"><font
size="1" face="Verdana">Incontri Roma</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-roma.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-roma.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-milano.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Milano</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-milano.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-milano.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-firenze.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Firenze</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-firenze.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-firenze.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-torino.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Torino</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-torino.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-torino.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-napoli.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Napoli</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-napoli.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-napoli.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-lecce.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Lecce</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-lecce.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-lecce.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-genova.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Genova</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-genova.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-genova.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-verona.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Verona</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-verona.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-verona.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-pistoia.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Pistoia</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-pistoia.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-pistoia.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-padova.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Padova</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-padova.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-padova.lovez.it/</font></a></p>]]>
</content>
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<title>Afa insopportabile</title>
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<modified>2006-01-13T08:46:47Z</modified>
<issued>2005-11-08T14:39:44Z</issued>
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<summary type="text/plain">Luglio, un caldo insopportabile, l&apos;unico modo per vincere il caldo era il mare. Salii in macchina e partii verso la...</summary>
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<dc:subject>Racconti</dc:subject>
<content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="it" xml:base="http://www.grandesito.it/blog/">
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Luglio, un caldo insopportabile,
l'unico modo per vincere il caldo era il mare. Salii in macchina
e partii verso la costa. Credo che girai per un paio d&#146;ore e
verso la mezzanotte mi trovai vicino ad una bella spiaggia della
sardegna. Decisi di andare sulla spiaggia per rilassarmi un po&#146;,
avevo in macchina un asciugamano da mare e così mi addentrai con
la macchina fino quasi alla fine della spiaggia, non avevo voglia
di trovare altre persone. </font></p>]]>
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Parcheggiai e mi diressi verso
la spiaggia, c&#146;era poca luna ed il mare era una tavola e non
c&#146;era nessuno nei paraggi, o così mi sembrò. Mi sdraiai
sull&#146;asciugamano ma dopo poco mi accorsi che a 20 metri da
me c&#146;era un ragazzo, solo, che si toccava lentamente tra le
cosce. Quando vide che lo stavo osservando questi si alzò e
venne verso di me, vidi nel chiarore della luna che non era
proprio un ragazzo, il fisico era però messo bene, ne troppi ne
pochi muscoli, scuro di pelle. Rimasi come ipnotizzato, non
riuscivo a dire neanche una parola ma lui con un sorriso mi tese
la mano e mi disse:&#148; ciao, mi chiamo Stefano, ti va se ti
faccio compagnia? Mi sono rotto di stare lì da solo&#148; &#150;
&#147;certo&#148; risposi, &#147;mi fa piacere&#148;. Parlammo
per un po&#146; del più e del meno, poi all&#146;improvviso mi
poggiò la sua mano sulla mia coscia. Fù come se mi avesse dato
la scossa, fece salire la sua mano più su, lentamente, fino a
poggiare le sue dita sul mio pisello, che ormai non era più
molto a riposo. &#147;Rilassati, staremo bene questa sera&#148; e
cominciò a baciarmi. La sua lingua era fresca, forzò lentamente
la mia bocca e si insinuò dentro, cercando la mia lingua,
leccando le mie labbra, mentre le sue mani mi stringevano i
glutei in una stretta di ferro. Ero perso dentro di lui, la cosa
che sapevo essere dentro di me stava finalmente uscendo allo
scoperto. Sapevo di essere bisex ma non avevo il coraggio di
ammetterlo, ma finalmente la barriera si era rotta. Mi staccai
dal suo bacio e gli dissi di stendersi, gli carezzai quel corpo
alla luce della luna, scesi giù dove vedevo che il suo uccello
si stava ingrossando e premeva contro i pantaloni. Liberai il suo
arnese e lo toccai lentamente, era piuttosto grosso, caldo, con
le vene che pulsavano ritmicamente. Mi avvicinai alla punta e lo
baciai, prima lentamente poi avvolgendolo con la mia lingua fino
a catturare la cappella nella mia bocca. Aveva un sapore stupendo,
ero al settimo cielo, felice come da tempo non lo ero più.
Cominciai a fargli un pompino, cercando di fargli provare le
sensazioni che io stavo provando, quando Stefano mi fermò,
dicendomi che forse era meglio continuare nel suo camper, saremmo
stati più comodi. Raccattammo la nostra roba e ci avviammo al
suo camper, un camper ricavato da un furgoncino, che era
parcheggiato poco distante. Entrammo ed in un attimo eravamo nudi,
abbracciati uno all&#146;altro con le lingue che si intrecciavano
come serpenti. I nostri uccelli si toccavano e l&#146;eccitazione
era veramente al massimo. Stefano mi disse che era eccitato come
mai non lo era stato e che sarebbe venuto molto presto, gli presi
la cappella in bocca e cominciai a pompare lentamente, volevo
gustare appieno quella sensazione, volevo sentire la contrazione
che precede l&#146;orgasmo, sentire il getto di sperma che
colpisce la lingua e riempie la bocca. Infilai dolcemente un dito
nel suo caldo buchetto e sentii i suoi muscoli contrarsi, &#147;
Stò per venire, spingi il dito tutto dentro, voglio godere nella
tua bocca&#148;. Dopo un&#146;ultima contrazione sentii lo sperma
caldo e dolce invadere la mia bocca, era tanto, non sarei mai
riuscito ad ingoiarlo tutto, volevo anche riceverne sul viso,
volevo essere la sua puttana, essere usata da lui, essere il suo
schiavo per quella notte. Fù bellissimo, non avevo mai bevuto lo
sperma prima di allora, era buono e dolce, mi sentivo
elettrizzato, lo sperma mi colava giù dalle labbra e si fermava
sul mio petto mentre altre gocce erano scese fino all&#146;ombelico.
Tenni tra le labbra Stefano fino a che il suo arnese cominciò a
rilassarsi, continuando a ripulire l&#146;asta dalle gocce di
sperma rimasto.</font></p>


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<p><font size="1" face="Verdana">Si sdraiò accanto a me e mi
disse che tra 5 minuti sarebbe stato pronto di nuovo, di avere
pazienza che mi avrebbe fatto godere anche a me. Gli dissi che
quella notte sarei stato il suo schiavo, la sua puttana, avrebbe
potuto farmi ogni cosa gli fosse venuta in mente, avrei obbedito
senza discutere. Bevendo del tè freddo, Stefano mi fece cadere
delle gocce sul petto e cominciò lentamente a succhiare,
scendendo sempre più in basso, bagnandomi il mio pisello e tutte
le palle, succhiando e leccando. Stavo per esplodere e lui se ne
accorse, si fermò e mi disse che non dovevo venire, sarebbe
stato lui a dirmi quando avrei potuto scaricare. Sapeva veramente
come far impazzire un uomo. Cominciò a succhiarmi la cappella,
lentamente, senza mai toccare l&#146;asta, con la mano mi
massaggiava le palle ed ogni tanto faceva scivolare un dito sul
solco, sfiorandomi il buchetto. &#147;Fai piano ti prego, non ho
mai fatto l&#146;amore con un uomo&#148;, e mentre parlavo
sentivo che il mio buchetto si contraeva ritmicamente, un calore
cominciava ad avvolgermi e la testa mi girava. Sentii la sua
lingua lavorare instancabilmente, la saliva lubrificava il
buchetto, stavo impazzendo. Dolcemente, mi sollevò le gambe e mi
puntò l&#146;asta sul mio buco, senza forzare, voleva che
sentissi il calore della cappella sul mio culo. &#147;Voglio
scoparti così, guardandoti negli occhi mentre il mio uccello
entra dentro di te, questa sera sei mio e voglio rimanere dentro
di te tutto il tempo che voglio&#148;. Ero sdraiato sulla schiena,
tenevo le mie gambe aperte mentre il calore della sua cappella mi
stava scaldando l&#146;anima. Entrò lentamente, millimetro per
millimetro, sembrava non finire mai, il mio amante era veramente
il migliore, sapeva come possedermi senza farmi sentire dolore ma
solo piacere, ondate di caldo e di eccitazione affluivano in me
inarrestabili, era meraviglioso. Cominciò a pompare lentamente,
avvicinando ogni tanto la sua bocca alla mia per succhiare la mia
lingua o mordermi dolcemente le labbra. Continuammo così per
almeno 30 minuti, cambiando più volte posizione, ma sempre con
un ritmo dolce. Sfilò il suo lungo uccello da dentro di me e si
sdraiò sul letto, &#147;voglio che vieni sopra di me e ti infili
il mio uccello dentro come una donna, sei la mia puttana e devi
farmi godere, altrimenti non avrai più il mio uccello&#148;. Non
chiedevo altro, puntai la sua cappella sul mio buchetto, &#147;Stefano,
mi stò impalando sul tuo cazzo, è bellissimo, è grande e mi
riempie , voglio che entri dentro con tutte le palle, voglio
sentire lo sperma caldo nelle mie budella, sono la tua puttana&#148;.
Lo pompai dentro per altri 15 minuti almeno e quando stava per
venire mi disse di fermarmi, di far entrare tutto il suo uccello
nel mio culetto. &#147;quando è dentro, non muoverti con il
corpo, muovi solo i muscoli del culo, massaggiami fino a che
esplodo dentro di te&#148;. Non era facile, ma piano piano
cominciai a fare quello che voleva, il suo uccello cominciò ad
ingrossarsi ancora di più, il mio buchetto era aperto quasi a
farmi male, le sue contrazioni erano violente e poi finalmente
sentii l&#146;ultima contrazione, violenta ed interminabile, e
subito avvertii il suo seme che inondava il mio intestino, mi
scaldava l&#146;anima. Mentre ancora lui veniva mi prese in mano
il uccello e cominciò a farmi una lenta sega. Non dovette
aspettare a lungo per farmi venire, avevo ancora nel culo il suo
uccello, esplosi come una fontana schizzando Stefano sul petto e
sul viso, rivoletti di sperma scendevano dai suoi fianchi, mi
sentivo finalmente completo, felice come mai lo ero stato prima.
Non sapevo però che avrei potuto, dopo pochi giorni dal nostro
primo incontro, essere ancora più felice. Stefano era sposato
con una bella donna, Carla, che amava vedere il marito fare sesso
con altri uomini per poi giocare anche lei, conducendo il gioco.
Ma questa è un&#146;altra storia, che vi racconterò più avanti.</font></p>

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<p><font size="1" face="Verdana">Ero in autostrada e un temporale
estivo esagerato rendeva impossibile la guida. Decisi di fermarmi
in una piazzola posta dietro ad alcuni alberi. Un grosso
autotreno ed un lungo BMW nero avevano avuto la mia stessa idea,
così parcheggiai nello spazio che rimaneva libero tra quei due
veicoli. Dopo pochi minuti la bufera si era calmata, ma invece di
ripartire subito colsi l&#146;occasione per cercarmi un angolino
riparato nel verde, tornavo da un pranzo e avevo bevuto un po&#146;...
mentre tornavo verso la macchina vidi un signore distinto che
fumava appoggiato al BMW. Imbarazzatissima affrettai il passo.
Signorina, mi permetta di presentarmi e disse un nome francese
&#132; ho notato che non porta gli slip&#147; mi guardò negli
occhi e poi abbassò lentamente lo sguardo su ogni centimetro del
mio corpo. Portavo una minigonna cortissima e una camicetta
trasparente e molto scollata. L&#146;imbarazzo si trasformò in
eccitazione...Volevamo la stessa cosa. Cominciai a respirare
concitatamente mentre sentivo i miei capezzoli indurirsi. &#132;Le
andrebbe un po&#146; di Champagne?&#147; Col suo accento francese
mi spiegò che era un rappresentante di vini e che nel
portabagagli aveva un piccolo frigorifero pieno di bottiglie di
Champagne pregiato. Mi fece accomodare nel sedile posteriore e
scelse una bottiglia dalla sua scorta. Si accomodò accanto a me,
aprì lo Champagne, riempì un calice largo e me lo porse. Non
aveva portato che quel bicchiere, pensai che avrebbe bevuto dopo
di me. E infatti così fu, ma non nella maniera che credevo. Mi
tolse il bicchiere e con l&#146;altra mano cominciò a
sbottonarmi la camicetta e a stuzzicarmi i capezzoli inturgiditi,
tra le cosce accavallate mi sentivo umida. Poi mi allargò le
gambe, portò lentamente la sua mano sapiente nelle vicinanze del
clitoride e mi penetrò con due dita. Si avvicinò poi le mani
alla bocca per assaggiare il mio succo, annuì soddisfatto, prese
la bottiglia di Champagne e mi invitò ad uscire per continuare
il brindisi. Mi fece appoggiare alla macchina, mi allargò le
gambe, ora la mia fica aperta e bagnata era pronta ad accogliere
ben di più che le sue dita. Ma con mia sorpresa ci versò dello
Champagne e si chinò. Cominciò a leccarmi il pube bagnato,
sentivo il fresco delle bollicine insieme a quella lingua rovente
che scendeva sempre di più. Ne versò ancora e la sua lingua mi
penetrò più volte fino a farmi venire. A quel punto aprii gli
occhi e vidi un uomo uscire dal camion parcheggiato poco distante.
Il francese mi lanciò uno sguardo complice, si spostò e fece un
cenno al camionista che aveva osservato tutto. Era un uomo sulla
trentina, aveva i capelli un po&#146; in disordine ma il suo
corpo era muscoloso e promettente. Infatti non perse tempo: tirò
fuori una verga impressionante e vedendomi infoiata me la infilò
con decisione nella mia fica che non aspettava altro che un bel
cazzone come quello. Mentre il camionista mi fotteva
animalescamente il francese ci guardava fumando una sigaretta. Io
ansimavo e godevo: uno sconosciuto mi sfondava la fica e un altro
si godeva lo spettacolo. Venni un&#146;altra volta. &#132; Ti
piace eh? Puttana... ora ti riempio di sborra!&#147; e me lo
spinse giù facendomi quasi male. Il francese spense la sigaretta,
il camionista ritrasse il suo membro e si allontanò. Mi
ricomposi e il signore distinto mi porse un biglietto da visita.
&#132;Lei è di queste parti?&#147; Io annuii. &#132;Allora
questo hotel lo conosce sicuramente. Domani sera alle 21
parteciperò ad un ritrovo di someliers che bevono lo Champagne
come faccio io. Venga anche lei e porti un&#146;amica. Ma non
deve essere rasata, mi racomando.&#147;Feci cenno di sì con la
testa e tornai alla mia macchina pensando alla mia amica sempre
disponibile per fare porcate.</font></p>

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<p><font size="1" face="Verdana">Negli anni a venire, le seghe in
compagnia divennero uno dei nostri passatempi preferiti, oltre
che un inevitabile sfogo sessuale. L&#146;appagamento che
provavamo dopo esserci liberati della nostra tensione erotica era
unico ed impossibile da ottenere con l&#146;autoerotismo
solitario. Questa pratica continuò fino a circa sedici anni, poi
cessò. Non che non fossimo più amici, semplicemente la
masturbazione era solamente una necessità in attesa di &#147;tempi
migliori&#148; più che un piacere da condividere. Ma l&#146;esperienza
che sto per narrarvi ha smentito questo stato di cose. Eravamo al
mare, alloggiati per una settimana a casa di un comune amico, che
a sua volta stava ospitando anche altri due suoi amici. È facile
immaginare la situazione di disagio in cui si viveva, ma tra
ragazzi al mare ci si adatta. Io e Renato dormiamo in una camera
dotata di letto matrimoniale, piccolissima e ricavata in un
sottotetto arroventato dal sole tutta la giornata. Una sola
finestra, anch&#146;essa troppo piccola e giusto lo spazio per le
valige con le nostre cose. Alla sera il caldo è veramente
insopportabile. Unica consolazione: nella minuscola toilette che
comunica con la camera c&#146;è una doccia con cui ci
rinfreschiamo quando vogliamo. La prima notte, complice la
stanchezza per il viaggio, riusciamo comunque a dormire. La sera
successiva, la situazione è più disagiata. Ci facciamo una
rapida doccia prima di metterci a letto, utilizzando a turno l&#146;unico
paio di infradito disponibili dato che le mie le ho perse il
giorno stesso in spiaggia. Ci buttiamo sul letto con i soli slip
addosso e la finestra spalancata, ma non è affatto l&#146;aria
di dormire. Dopo un po&#146; presi dai nervi accendiamo la luce e
ci mettiamo a parlare per cercare di ingannare il tempo.
Discutiamo di fitness e palestra, e confrontiamo il grado d&#146;allenamento
della nostra muscolatura, visto che siamo praticamente nudi. Dopo
aver parlato un po&#146; dei nostri corpi, è naturale il
discorso si orienti sui corpi degli altri, anzi, delle altre! E
qui l&#146;atmosfera comincia a riscaldarsi, mentre commentiamo
seni, gambe, glutei e tutte le meraviglie che abbiamo
recentemente ammirato in spiaggia. I nostri genitali cominciano a
dar segni di irrequietezza, il mio membro si sta lentamente
inturgidendo; e vedo che anche sotto gli slip di Renato c&#146;è
qualcosa che sta pulsando. Dopo qualche minuto siamo entrambi in
tiro e tentiamo di celare le nostre erezioni. C&#146;è molta
tensione fra noi, e senz&#146;altro ormai entrambi sappiamo che l&#146;unico
modo per scaricarla sarebbe una sana seduta d&#146;autoerotismo
per liberarci di tutto lo sperma che i nostri giovani testicoli
hanno prodotto e che ora preme per uscire. </font></p>

<p><a href="http://x-storie.blog.excite.it/"><font size="1"
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</font><a href="http://qui-storie.blog.excite.it/"><font size="1"
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</content>
</entry>
<entry>
<title>Il parcheggio</title>
<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.grandesito.it/blog/2005/05/il_parcheggio.html" />
<modified>2005-11-08T14:48:44Z</modified>
<issued>2005-05-22T08:53:19Z</issued>
<id>tag:www.grandesito.it,2005:/blog//1.8</id>
<created>2005-05-22T08:53:19Z</created>
<summary type="text/plain">Si erano fermati a fare una commissione, ed avevano parcheggiato l&apos;auto in uno di quei grandi parcheggi sotterranei con più...</summary>
<author>
<name>vaga</name>


</author>

<content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="it" xml:base="http://www.grandesito.it/blog/">
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Si erano fermati a fare una
commissione, ed avevano parcheggiato l'auto in uno di quei grandi
parcheggi sotterranei con più settori. Ora si trovavano davanti
a una indicazione: per il settore A verso sinistra, per il
settore B verso destra. </font><a href="http://www.xgo.it/"><font
color="#FEFEFF" size="1" face="Verdana">Redirect Gratis</font></a></p>]]>
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Lei si stava dirigendo verso il
settore A. Lui la fermò. &quot;Guarda che la macchina l'abbiamo
lasciata nel settore B&quot; le disse. Lei scosse la testa.
&quot;No, nel settore A&quot; replicò lei. Lui alzò la testa, e
i suoi occhi lampeggiarono. &quot;Lo vedremo...seguimi&quot;
replicò lui, dirigendosi verso il settore B. Lei, dopo un attimo
di esitazione, lo seguì. L'auto era lì, nel settore B. Lui la
guardò e le disse con tono arrogante: &quot;Allora, come la
mettiamo?&quot; Lei chinò la testa: &quot;Scusami&quot; disse.
&quot;Scusami?&quot; ripetè lui alzando il tono della voce.
&quot;Tu mi hai contraddetto, sbagliando, e ora pensi di
cavartela così?&quot; &quot;Ti ho chiesto scusa&quot; confermò
lei. &quot;Cosa vuoi che faccia?&quot; &quot;Non pensi che
dovresti essere punita?&quot; &quot;Ma...&quot; protestò lei.
&quot;Come?&quot; alzò ancora la voce lui. &quot;Tu sbagli, io
impiego le mie energie per addestrarti come si conviene e tu osi
ancora controbattere?&quot; &quot;Hai ragione, perdonami&quot;
rispose lei con voce docile. &quot;In ginocchio&quot; ordinò lui.
Lei esitò un attimo, poi si inginocchiò. Lui osservò un attimo
la minigonna e i sandali col tacco alto di lei e sorrise. &quot;Ora
dimmi che sei una cagna e implorami di punirti&quot;. &quot;Sono
una cagna&quot; disse lei pronta &quot;e devo essere punita. Ti
prego, puniscimi&quot;. &quot;In macchina&quot; ordinò lui. Lei
fece per sedersi, ma lui la bloccò. &quot;Una cagna non si siede...accucciati
sul tappettino&quot;. Lei, docile, ubbidì. Lui non parlò per
tutto il viaggio. Giunti a casa, lei scese dalla macchina. Uno
scapaccione la raggiunse sul sedere. &quot;Da quando in qua le
cagne camminano sulle gambe? A quattro zampe, avanti!&quot; ordinò
lui. Lei si mise immediatamente carponi. Lui la osservò entrare
in casa muovendo in modo sensuale il sedere, quindi andò a
sedersi in poltrona. &quot;Spogliati&quot; ordinò. &quot;Tieni
solo le scarpe&quot;. Lei ubbidì e si rimise a quattro zampe.
&quot;Ora toglimi le scarpe&quot; continuò. Lei eseguì. &quot;Ora
leccami i piedi, schiava&quot; disse lui, porgendole una delle
sue estremità. Lei iniziò a baciargli il piede, ma lui lo
ritrasse. &quot;Cosa sarebbero questi bacetti da educanda? Sei
una schiava, non dimenticartelo...tira fuori quella lingua,
avanti!&quot; Lei riprese, questa volta leccando con impegno. Lui
la lasciò fare per alcuni minuti, poi si alzò, andò verso un
mobile, aprì un cassetto, ne estrasse un collare e un guinzaglio
e tornò da lei. &quot;Vediamo come te la cavi con questi&quot;
le disse. Le infilò il collare, ci attaccò il guinzaglio e la
strattonò. Lei si lasciò guidare da lui fino in cucina. Lui aprì
una mensola, prese una ciotola, la riempì d'acqua e la posò a
terra. &quot;Visto che sei una cagna, d'ora in poi berrai così.
Avanti, bevi!&quot; Lei si avvicinò, e senza usare le mani
incominciò a lappare dalla ciotola. Lui la osservava da dietro.
&quot;Ti stai bagnando, cagna, sei eccitata...ed è logico: sei
un essere inferiore, e quindi comportarti da cagna ti eccita...&quot;
la strattonò e la riportò in salotto. Si risedette. &quot;vieni
qui davanti, ho bisogno di uno sgabello per i piedi&quot;. Lei si
accovacciò, e lui poggiò i piedi sulla schiena di lei. &quot;Ecco
a cosa servi schiava, chiarò?&quot; &quot;Sì Padrone&quot;
mormorò lei. Uno scapaccione la raggiunse sul sedere nudo.
&quot;Nessuno ti ha ordinato di parlare, cagna!&quot;</font></p>

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<p><font size="1" face="Verdana">Lui si mise a leggere il
giornale. Ogni tanto spostava un piede davanti al volto di lei, e
immediatamente lei estraeva la lingua e lo leccava finchè lui
non si stancava e toglieva il piede. Dopo qualche minuto, chiuse
il giornale. &quot;Bene, spero che tu ora abbia capito qual è il
tuo ruolo. Ora implorami affinchè io ti dia la giusta punizione&quot;.
Lei si prostrò davanti a lui: &quot;Ti prego Padrone, sono stata
una cagna disubbidiente, puniscimi affinchè io impari a non
sbagliare più&quot;. &quot;Bene...sulle mie ginocchia, avanti!&quot;
Lei si distese sulle ginocchia di lui. &quot;A ogni colpo mi devi
ringraziare, chiaro schiava?&quot; &quot;Sì Padrone&quot;
rispose lei. La sua mano si abbattè sul sedere si lei. Lei
sussultò, ma ringrazio. Così fu per il secondo colpo, e per gli
altri che seguirono. &quot;ora ti raddrizzerò la schiena, cagna&quot;
diceva lui, osservando i tacchi delle scarpe di lei che si
muovevano indifesi nell'aria. Smise solo quando il sedere di lei
era diventato completamente rosso. &quot;Scendi&quot; le intimò
lui. Lei si gettò ancora ai piedi di lui, adorante, e incominciò
a leccargli i piedi. &quot;Grazie, Padrone grazie...&quot; diceva.
Lui aggrottò le sopracciglia. &quot;Fammi un po' vedere...apri
le gambe&quot;. Lei eseguì, e lui rise. &quot;Come supponevo...ti
sei eccitata, cagna. Ed è logico: sei un essere inferiore, e
quindi ti ecciti ad essere usata come tale...&quot; lui insinuò
il suo piede tra le gambe di lei, e lei gemette. &quot;Vedi? Sei
talmente inferiore che solo il contatto con il mio piede ti
eccita...&quot; lui insinuò l'alluce tra le labbra della vagina
e iniziò a stimolarle il clitoride, mentre le posava l'altro
piede sulla faccia. Lei riprese a gemere e a succhiare con avidità
l'altra estremità...dopo poco lei raggiunse un evidente orgasmo.
&quot;Ma guarda&quot; disse lui ironico &quot;La schiava ha osato
godere prima del suo Padrone...vedi di rimediare, o sarà peggio
per te!&quot; Lei si mise in ginocchio, e gli aprì la cerniera
dei pantaloni. Ne estrasse il pene, già in erezione, e iniziò a
leccarlo. &quot;Anche le palle, cagna, non dimenticarlo&quot;.
Lei eseguì, e presto stava succhiando con foga il pene di lui,
che ne frattempo aveva ripreso il guinzaglio e lo tirava. Lui era
resistente, malgrado l'eccitazione e l'abilità di lei, e la
schiava stava cominciando a sudare per lo sforzo. Quindi lui
disse: &quot;Cagna sto per godere...ma non penserai di essere
degna di bere il mio nettare vero? Quando tiro il guinzaglio fai
uscire il pene dalla tua bocca, ti schizzerò in faccia!&quot; In
effetti, dopo poco il guinzaglio venne tirato; lei prontamente
fece scivolare il pene fuori dalla sua bocca, e una frazione di
secondo dopo copiosi schizzi di sperma le inondarono la faccia.
&quot;Bene schiava&quot; fece lui &quot;adesso usa la tua lingua
per ciò per cui è stata fatta...pulisci tutto&quot;. Lei,
ubbidiente, lecco il pene fino a renderlo pulitò, poi si chinò
a raccogliere con la lingua le gocce di sperma caduto sul
pavimento. Quindi si riaccucciò e, piena di gratitudine, iniziò
nuovamente a leccare i piedi del suo Padrone.<br>
Era fortunata ad avere un Padrone che le raddrizzava la schiena e
la usava come meritava. Anche perchè era sicura che avrebbe
presto sbagliato nuovamente, e avrebbe di nuovo avuto bisogno di
essere punita...</font></p>

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<p><font size="1" face="Verdana">Non bevo mai alcolici prima di
una scena, ma in questo caso non c'è ragione di prendere
precauzioni particolari perché la ragazza non rischia neanche un
graffio. Trovo un quotidiano e io che non li compro mai mi metto
a leggerlo. Non riesco a seguire, provo a cominciare un articolo
ma devo passare subito al seguente. Fumo una sigaretta. Niente da
fare, devo andare, sono io impaziente, questa volta. Basta, non
ho voglia di aspettare, sono appena le 15:30 ma voglio proprio
vederla. Parcheggio in una via adiacente e mi avvio al palazzo
dove abita lei. Davanti alla porta mi pulisco le suole delle
scarpe, mi aggiusto la giacca, controllo il nodo della cravatta.
Sono proprio pronto. Non devo suonare, ecco la chiave, la guardo
e me la giro tra le mani. Mentre infilo la chiave nella serratura
e la giro recupero tutta la mia freddezza. Sentire il meccanismo
che fa quello che voglio, sentire che tutto fila liscio. Quando
è ben oliato un meccanismo può dare soddisfazione, o almeno
richiamare alla fiducia in se stessi. Salgo le scale e mi trovo
davanti la seconda porta, e tiro fuori la seconda chiave. Mi giro
anche questa tra le mani, la guardo per un attimo. Poi la infilo,
la giro, e il meccanismo del suo piacere comincia a girare. Anche
noi siamo fatti di meccanismi, benché morbidi e tiepidi; il
nostro vantaggio consiste nel poterci sfruttare a nostro stesso
piacimento, una volta che conosciamo il sistema per aprire e
chiudere le nostre stesse serrature. Rifletto e mi inceppo
ancora, oggi sono un po' stanco forse. lei però ha fatto tutto
come doveva. lei è nella camera, allestita come previsto. Mi
avvicino e accarezzo una guancia della ragazza, che giace
immobile nel mezzo del letto matrimoniale. Tutte le finestre sono
chiuse, tutte le tende sono abbassate. L'odore dell'incenso copre
quello delle molte candele che illuminano la stanza. Mi accendo
una sigaretta e l'aria si fa ancora più pesante. La ragazza ha
un sorriso sereno stampato sulla bocca, è finalmente rilassata e
tranquilla. La sua pelle è perfettamente bianca sul petto e
sulla faccia, a parte le guance rosate, gli occhi sottilmente
rigati di nero e le labbra dipinte di un rosso vivissimo. La
ragazza è completamente immobile, le gambe dritte, perfettamente
distese, le braccia incrociate sul petto, la testa leggermente
rialzata sui due cuscini sovrammessi. Le sue palpebre sono chiuse.
Non muove un muscolo. le parlo: &quot;Brava, la mia schiavetta,
così buona, così silenziosa, così disponibile; ora posso fare
davvero di te quello che voglio.&quot; lei ovviamente non
risponde, non può rispondere. Indossa solo un corsetto nero e un
paio di calze nere con i reggicalze anch'essi neri. le divarico
leggermente le gambe, e lei mi lascia fare con la docilità delle
cose inanimate.</font></p>


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<p><font size="1" face="Verdana">La sua recitazione è perfetta,
nel non lasciar trapelare un segno di vita. Vado a prendere il
buffo fallo che avevamo scelto. Non è molto grande, oggi devo
avere la mano delicata. Per qualche minuto le tocco la fichetta
liscia, su cui la ragazza ha eseguito una depilazione perfetta.
Ci gioco, la penetro delicatamente con un dito, poi con due. Come
previsto lei non risponde, almeno non con il resto del corpo.
Anzi è sempre più rilassata. In fondo si vede che non è morta,
tuttavia il suo stato potrebbe essere facilmente preso per un
sonno profondo. Si tratta di altro, o forse no. Il suo sesso è
caldo e umido. Sembra che debba vivere a spese del resto. Sembra
che debba risvegliarsi quando il corpo intorno a esso dorme. A
questo punto inserisco il piccolo fallo inorganico. Serve a
tappare una bocca per aprirne un'altra. La ragazza con
l'autocontrollo che ha interiorizzato ed esercita ormai senza
sforzo- riesce a essere come una macchinetta. &quot;È ora che ti
risvegli, bambolina!&quot; Lei alza il busto, con gli occhi
sbarrati, poi torna a un'espressione normale, ricomincia a
muoversi. La bocca di sotto nel suo tappo ha trovato come un
ciuccio, che la tiena occupata e permette al resto del corpo di
liberarsi. La sua faccia sprizza gioia. Prima la abbraccio, poi
la faccio inginocchiare sul letto davanti a me, e finalmente tiro
fuori il mio fallo organico, caldo e palpitante, e me lo faccio
succhiare con la bocca di sopra. Quando ha finito di ingoiare il
mio sperma e di ripulirmi con la sua carezzevole lingua, la bacio
sulla fronte e me ne vado. Ci ha sprecato anche il tempo di
scrivere il messaggio! Ricordo il messaggio di A., direttamente
dagli USA. Eh, si', nel mio girovagare telematico mi sono rivolto
anche alle aree messaggi straniere. Per parlarne, se non altro. A.
sembrava proprio incarnare il mio sogno. Dolce e forte. Diceva di
avere gia' avuto un'altra esperienza del genere con un uomo. E di
rimpiangerlo ancora, a volte, per le irripetibili emozioni del
loro rapporto. Peccato che dopo un paio di messaggi inizio' a
propormi strane forme di collaborazione ad un racconto erotico
che stava scrivendo, e che sembrava interessarle molto piu 'di me.
Quello che cerco e' molto particolare, lo so. E le donne sono
cosi' diffidenti, guardinghe. Ci vuole costanza. Non era stata
un'idea brillante andare a trovare Frida a Brownshweig d'inverno.
Fulvio si era immaginato che in Germania facesse freddo, ma non
così freddo. E non perdeva occasione per farglielo notare. Frida
sapeva bene l'italiano. Riguardo al rapporto tra Fulvio e il
tedesco, era praticamente inesistente. Si erano conosciuti l'anno
prima al Politecnico. Per un po' ci aveva provato con Frida, gli
sembrava un atto dovuto cercare di sedurre una studentessa
erasmus: il fascino della straniera venuta dal nord era
innegabile. Comunque lei aveva subito messo in chiaro le cose,
così erano rimasti buoni amici. Dopo i primi giorni passati a
visitare chiese e birrerie tipiche il posto non offriva molte
altre attrattive: certo le case del centro sembravano tutte tipo
quella di Hansel e Gretel e la pulizia delle strade era
indiscutibile, però non passarono molto tempo che Fulvio si rese
conto che quella cittadina nel cuore della Germania tutto sommato
era abbastanza pallosa. Andava su e giù con quei bilancieri, non
voleva dare l'idea di essere un novellino. Non passò molto tempo
che si rese conto di essere madido di sudore. </font></p>

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<p><font size="1" face="Verdana">Accanto al biglietto c'erano le
chiavi di casa e una tessera. Sul biglietto c'era scritto: Per
Fulvio. Ho un impegno inaspettato all'università, tornerò verso
le tre del pomeriggio. Intanto prova ad andare nella mia
palestra, ti lascio la tessera. Così ti fai una bella sudata e
fai uscire tutta la birra che hai bevuto! Frida o Fulvio si guardò
intorno: ci fosse stato almeno un televisore! Da leggere si era
portato qualcosa ma aveva troppo mal di testa. L'unica soluzione
per ammazzare la mattinata era la palestra. Non metteva piede in
una palestra dai tempi di educazione fisica al liceo. Gli amici
di Frida erano piuttosto insulsi, per quello che avesse potuto
capire di loro, il fatto è che non lo tenevano in gran conto:
all'inizio sempre interessamenti tipo where are you from o what's
your favourite football team, poi in breve tornavano a quella
loro lingua barbarica e attorno a Fulvio si creava una cortina di
ferro da cui difficilmente riusciva ad uscire. E non è che Frida
si interessasse più di tanto alla cosa. A quel punto Fulvio si
attaccava al boccale di birra. Fu al terzo risveglio con mal di
testa e bocca impastata che stabilì che era ora di darsi una
regolata con la birra. Si rese conto che era solo nell'alloggio.
Frida gli aveva lasciato un biglietto. La palestra era nella
stessa via del palazzo di Frida, se la ricordava; almeno se si
rompeva poteva sempre prendere e tornarsene in casa. La tuta
l'aveva già addosso, la usava come pigiama. Appena entrato, lo
assalì un tizio superpompato in canottiera con una raffica di
tedesco. Fulvio non si era preparato a discussioni con gli
indigeni, avanzò un sorriso da deficiente e tirò fuori la
tessera di Frida: Friend of Frida! Il tizio allora mostrò di
aver capito e gli indicò col braccione una porta: Se l'era
cavata ancora bene. Si cambiò le scarpe e si tuffò tra i
macchinari; era tutto un luccichio di metallo e tecnologia:
c'erano certi vogatori con schermo a cristalli liquidi tipo sala
giochi con cui dei ragazzi si sfidavano in gare di canottaggio
virtuali, altra gente più o meno atletica era sparpagliata
nell'ampio locale. Alle cyclette c'erano tre ragazze in
pantaloncini elasticizzati e maglietta che pedalavano e parlavano.
Delle tre quella al centro era la migliore: si stagliava sulle
altre di un bel po' nonostante fossero sulla cyclette,
sicuramente era più alta di lui. Prese in mano i pesi e cominciò
gli esercizi. Sotto la tuta aveva solo la canottiera senza
maniche, e di certo non l'avrebbe esibita per niente al mondo.
Quelle chiazze nauseanti del resto erano la prova che aveva
sudato abbastanza: si diresse verso lo spogliatoio cercando di
mantenere le braccia il più possibile aderenti al corpo. Fece la
doccia in compagnia dei ragazzi del vogatore. Si stava rivestendo
quando notò che i due fusti invece di fare altrettanto si
avvolsero gli asciugamani attorno alla vita e si diressero fuori
dallo spogliatoio. Nella palestra doveva esserci una sauna.
Fulvio non era mai andato in una sauna. Incuriosito si ritolse le
mutande e si avvolse l'asciugamano alla vita. </font></p>

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<title>Mi Sfianchi</title>
<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.grandesito.it/blog/2005/05/mi_sfianchi.html" />
<modified>2006-04-06T14:37:51Z</modified>
<issued>2005-05-09T13:20:00Z</issued>
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<summary type="text/plain">Sei tu che mi fiacchi le gambe e mi nutri la fica, che mi lasci sospesa a pensare, che se...</summary>
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<name>vaga</name>


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<dc:subject>Generale</dc:subject>
<content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="it" xml:base="http://www.grandesito.it/blog/">
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Sei tu che mi fiacchi le gambe e
mi nutri la fica, che mi lasci sospesa a pensare, che se non
esistessi non sarei bucata qui in mezzo, tra queste gambe che
slargo e cospargo, perché tu non possa trovare mai attrito. Sei
tu che mi spezzi il respiro e mi stringi la gola, fino a zittirmi
parole che riduci a vapore mentre mi rintani la voglia e mi fai
sentire ripiena non appena la mia bocca si schiude come un
cannolo che mordi e trasborda di crema. <br>
</font><a href="http://sborrate.xgo.it/"><font color="#FEFEFF"
size="1" face="Verdana">Sborrate</font></a><font color="#FEFEFF"
size="1" face="Verdana"> </font><a href="http://scopare.xgo.it/"><font
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face="Verdana"> </font><a href="http://succhiare.xgo.it/"><font
color="#FEFEFF" size="1" face="Verdana">Succhiare</font></a><font
color="#FEFEFF" size="1" face="Verdana"> </font><a
href="http://fottere.xgo.it/"><font color="#FEFEFF" size="1"
face="Verdana">Fottere</font></a></p>]]>
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">E&#146; nuda e non la copro di
nulla! Perché non sia mai che io possa incauta sbarrarti la
strada, dentro qualsiasi ora tu la sorprenda, dentro qualsiasi
posto ti salga la voglia. Ringrazio il cielo per avermela fatta
più bella di quell&#146;altra rosa che cogli e ne fai paragone,
di quell&#146;altra conchiglia dove poggi l&#146;orecchio e
invano ne ascolti i flutti di mare. Sei dietro di me e t&#146;imploro
di strapparmi i capelli, di farmi capire quanto dolore può
sopportare il mio ventre, quanta donna c&#146;è dentro quest&#146;anima
che a carponi lecca la terra e mastica erba. Fammi davvero
sentire il pianto d&#146;un bimbo, che affiora innocente da
questo strazio di carne laddove il mio sogno mi conduce ogni
notte, dove vado cercando il contrario di questa voragine che mi
convince ogni volta d&#146;essere solo fatta di pelle, d&#146;essere
faccia e mani che tu dici di donna, ma indietro ricevi solo eco e
rimbombo. Ti prego non farmi domande! Non cercare risposte dentro
queste pieghe che slarghi e si fanno capienti senza avere il
pretesto di fingere amore se non esiste ragione. Perché non
servi per nutrire il mio cuore, non servo per baciarti le labbra,
perché mai ne conoscerò il sapore se m&#146;assale la voglia
quando abbaio alla luna, se m&#146;aggrappo alla terra e m&#146;imbratto
la faccia. Dimmi solo che non valgo poi nulla, quanto un semplice
buco che incontri per strada, che se solo volessi lo troveresti
al di là della siepe, sotto qualsiasi gonna, che come me s&#146;asciuga
le voglie al vento che filtra. Voglio sentirtelo dire perché di
null&#146;altro ho bisogno! Scopami l&#146;illusione fino a
scardinarmi l&#146;incanto, che domani potrei avere una faccia
per avere rispetto o un sentimento per lasciarmi montare
guardando la luna. No, oddio, se fosse così, avrei vissuto per
niente, non avrei capito che l&#146;uomo è fatto solo di cazzo,
che è lì pronto a contare le parole che mancano, alla certezza
che spalancherò altra carne. Amore! Ma che dico? Che stronza
parola che ci infarcisce la bocca e ci illude le vene per il solo
motivo di sentire la brama che avida penetra, che ingorda
trattengo. </font></p>

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<p><font size="1" face="Verdana">Amore! Ma che dico? Giurami solo
che questa passione non attraverserà mai la siepe, che sarà
sempre impregnata d&#146;odori di foglie e di muffa, che non avrà
mai luce d&#146;alba che rischiara il mistero e ne assopisce la
forza, che ora mi spacca e frantuma la timida larva di senno che
incerta s&#146;annida dentro la carne. Giurami che non mi
seguirai avvolta nel neon, lungo questa città che cancella le
orme dei miei tacchi indecenti, che mi ridà maniere e contegno
fatti appena due passi. Fino a quando queste labbra ricomposte
baceranno la fronte dei miei nipotini, e diranno tesoro a chi mi
sta aspettando in poltrona e mi bacia tra i seni che crede
esclusivi. Dimmi che mai nessuno potrà riconoscermi come animale
che struscia a bocconi, come bidone che fa incetta di pioggia,
come cucchiaio di miele che cola quando avvicini la bocca.
Confrontami con chi ora culla il suo bimbo, che seduta in
panchina conta i minuti per la prossima pappa. Fammi sentire che
non sei come gli altri, che non cerchi parole per convincermi di
quello che faccio, ma che sono esattamente come mi giudicherebbe
chi utilizza il suo seno allattando suo figlio. Una cagna in
calore che offre lividi invece di latte, che baratterebbe
orgoglio e decenza per illudersi che ci sono ancora dei metri,
dove tu affondi fino all&#146;essenza che mi dà vita, fino a
quella coscienza che se solo tu sfiorassi, potrei giurare d&#146;averla
davvero. Ti prego non avere rispetto di chi nuda ed in ginocchio
ti giudica soltanto perché la scopi per bene, di chi t&#146;ha
scelto soltanto perché le fai credere d&#146;avere l&#146;anima
in mezzo alle cosce. Nulla sarebbe servito se ora dovessi girarmi
per chiedere amore, per guardare quanto mare s&#146;agita dentro
i tuoi occhi, per scoprire davvero che l&#146;amore che sento non
mi fotte soltanto. Perché di cos&#146;altro potrei aver altro
bisogno? Quando attraverso queste gocce sul vetro filtra il mondo
di fuori, quando una voce straniera mi dice &#147;Signora, è
pronta la cena&#148;, quando solo a pensarti mi fiacchi le gambe
e mi nutri la fica.</font></p>
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<p><a
href="http://www.asian4sex.net/weblog/2005/03/la_stanza_della.html"><font
color="#141414" size="1" face="Verdana"><strong>La stanza
dell'albergo</strong></font></a><font size="1" face="Verdana"><br>
E&#146; giugno, un sabato pomeriggio caldo e afoso. Cammino
rapidamente verso l&#146;albergo, le strade sono vuote, sono le
tre di pomeriggio, nell&#146;aria solo l&#146;eco dei miei Tacchi
a Spillo che battono frettolosamente sull&#146;asfalto. Eccolo mi
sto avvicinando, sento l&#146;ansia salire dentro di me, faccio
attenzione agli sguardi indiscreti che mi possono vedere entrare
in albergo, ma attorno a me un tenebroso silenzio accompagna i
battiti del cuore. E&#146; solo una la rampa di scale che mi
separa dalla porta eppure gradino dopo gradino mi sembra
interminabile. Sono nel corridoio, lungo e stretto, le pareti
rosa e la moquette rendono tutto così meno informale, ma i miei
pensieri, quelli no, sono li a ricordami che sto per incontrare
lui, l&#146;uomo misterioso incontrato in chat, l&#146;uomo che
mi ha rapito l&#146;anima con la sua voce, l&#146;uomo che ha
conquistato il mio corpo con le sue mani, e finalmente da lì a
poche ore sarei stata invasa di nuovo dal desiderio di essere
posseduta da un Cazzo. </font><font color="#000000" size="1"
face="Verdana">Entro nella stanza, sento una lieve frescura
attraversarmi tutto il corpo, le gelosie socchiuse riparano l&#146;intimità
della stanza dal calore. E&#146; tutto perfetto. Ora manca solo
lui... quando sento bussare alla porta. E&#146; lui. Apro. Uno
sguardo. Un abbraccio. Un solo rumore la porta che si chiude alle
nostre spalle. Mi prende, mi avvolge con le sue braccia e mi
adagia sul letto. Sento il suo corpo caldo sul mio, il suo cuore
batte forte sento il desiderio di un Cazzo che ci invade, è come
se parlasse. E&#146; tutto così confuso, è un gioco di mani; le
sento accarezzarmi le gambe, velocemente le sento attraversare il
mio ventre, e adagiarsi sulle mie Tette. Ha la capacità di
confondermi, il suo modo di amarmi mi blocca, e come se il mio
corpo volesse essere posseduto completamente in ogni sua parte.
Con estrema velocità ci strappiamo gli abiti di dosso, a noi non
piace tutto ciò che ci priva di un contato corporeo. Ora la
sento la sua pelle sulle mie Tette Dure che si appoggia con un
senso di fierezza. Siamo lì e siamo insieme, uno nelle braccia
dell&#146;altro, come abbiamo sempre immaginato di fare al
telefono, in quelle lunghe conversazioni che hanno preceduto il
nostro incontro. La sua lingua inizia a percorrere tutto il mio
corpo lentamente creando una sensazione di eccitazione stupenda,
sento i brividi percorrere la mia schiena, vorrei non si fermasse
mai. La sua lingua sembra non volermi più abbandonare, ed io ho
voglia di saziare la sua fame nella mia patatina.</font></p>

<p><font size="1" face="Verdana"><strong>Siti Consigliati</strong><br>
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size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://fighe-sfondate.italinks.it/"><font
size="1" face="Verdana">http://fighe-sfondate.italinks.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://fighe-vergini.italinks.it/"><font size="1"
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size="1" face="Verdana"><br>
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size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://fighe-depilate.italinks.it/"><font
size="1" face="Verdana">http://fighe-depilate.italinks.it/</font></a></p>

<p><font size="1" face="Verdana"><strong>Intriganti Situazioni<br>
</strong>Noi due e loro tre. Stanza veranda sul mare, tappeti e
cuscini. Musica rai e fumo. Erba buonissima, di quella che ti fa
andare fuori di testa e ti tiene sveglio. Di quella che scatena
la sua troiaggine. Si mette a ballare E&#146; schifosamente bella
schifosamente bella e troia Lo farebbe rizzare ad un morto e loro
tre sono ben vivi, giovani, forti e affamati Inizia il gioco
quello che sembra essere il capo. Semplicemente la prende per le
spalle e la spinge a terra, sul tappeto. Niente preliminari, baci
o carezze. La stende sul tappeto, le alza la gonna e le strappa
il tanga. Si sbottona i pantaloni e il cazzo duro gli esplode
letteralmente fuori. Lungo, molto lungo, arcuato all&#146;insù,
nodoso, la grossa cappella circoncisa, scurissimo, quasi nero. Le
apre le gambe e la infila. Glielo pianta dentro senza tante
cerimonie. La troia urla. Lui inizia a pomparla, a ficcarglielo
dentro sempre più a fondo. La troia urla ma lo sta prendendo
tutto. Doveva essere già bagnatissima. Urla e gode. Sta godendo
come una pazza e lui continua a pomparla senza pietà. Io sto lì,
strafatto, a meno di un metro a vedere quel cazzo lucido che la
sta sfondand mi tiro fuori l&#146;uccello, il mio cazzetto
pallido, e incomincio a farmi una sega. Gli altri due si stanno
preparando. Si sono spogliati. Sono nudi col cazzo in tiro.
Cristosanto in questo paese di merda hanno tutti dei cazzi da far
paura. Sembrano fatti in serie. Tutti molto lunghi, scuri, nodosi
con delle grosse cappelle che li fanno sembrare mazze.</font></p>

<p><font size="1" face="Verdana"><strong>Siti Consigliati</strong><br>
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]]>
</content>
</entry>
<entry>
<title>Nessuna Ragione</title>
<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.grandesito.it/blog/2005/04/nessuna_ragione.html" />
<modified>2006-04-06T11:10:59Z</modified>
<issued>2005-04-29T13:14:01Z</issued>
<id>tag:www.grandesito.it,2005:/blog//1.3</id>
<created>2005-04-29T13:14:01Z</created>
<summary type="text/plain">E&amp;#146; sopra di me, schiacciata dal suo peso affondo dentro il materasso di lana. Il suo alito di vino e...</summary>
<author>
<name>vaga</name>


</author>
<dc:subject>Racconti</dc:subject>
<content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="it" xml:base="http://www.grandesito.it/blog/">
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">E&#146; sopra di me, schiacciata
dal suo peso affondo dentro il materasso di lana. Il suo alito di
vino e di non digerito mi nausea. Mi fotte senza parlare, come fa
tutte le volte che inizia, quando il suo pene è ancora molle ed
a malapena è riuscito ad entrare. <br>
</font><a href="http://racconti-lesbo.xgo.it/"><font
color="#FEFEFF" size="1" face="Verdana">Racconti Lesbo</font></a><font
color="#FEFEFF" size="1" face="Verdana"> </font><a
href="http://racconti-hard.xgo.it/"><font color="#FEFEFF"
size="1" face="Verdana">Racconti Hard</font></a><font
color="#FEFEFF" size="1" face="Verdana"> </font><a
href="http://racconti-trans.xgo.it/"><font color="#FEFEFF"
size="1" face="Verdana">Racconti Trans</font></a><font
color="#FEFEFF" size="1" face="Verdana"> </font><a
href="http://racconti-porno.xgo.it/"><font color="#FEFEFF"
size="1" face="Verdana">Racconti Porno</font></a><font
color="#FEFEFF" size="1" face="Verdana"> </font><a
href="http://racconti-erotici.xgo.it/"><font color="#FEFEFF"
size="1" face="Verdana">Racconti Erotici</font></a></p>]]>
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Niente preliminari, perché il
tempo che rimane lo passa qui dentro, nelle pieghe della mia
carne che conosce a memoria. Ma tra poco il suo piacere salirà,
oltre il contegno dell&#146;uomo borghese tutto d&#146;un pezzo,
oltre la forma lasciata sul tavolo ancora apparecchiato. Tra poco
salirà e mi dirà &#147;puttana&#148; e cercherà le parole che
mai e poi mai m&#146;avrebbe detto guardandomi negli occhi, che
mai e poi mai userebbe con gli altri. Poi subito dopo mi dirà di
allargare le cosce, perché il suo uccello ormai duro ha bisogno
di spazio e vola libero nel mio corpo e sale possente fino a
sfiancarmi le pareti che ormai umide e accoglienti non fanno più
attrito. Mi farà godere, godere davvero per secondi e minuti
fino ad urlagli di continuare e di smettere, di prendermi ancora
e di lasciarmi respirare. E m&#146;invaderà di concetto e
desiderio che mi frega da anni, di cazzo e scemenza fino ad
essere certa di non poterne fare a meno, che sola sarei se non ci
fosse mai stato. E le mie grida di piacere riempiranno le sue
orecchie, il suo orgoglio di maschio che coglierà dritto nel
segno senza perdere colpi. Ma non finirà così, non scaricherà
il suo liquido dentro. Non ci pensa nemmeno! Tra poco uscirà
senza darmene conto e mi dirà di voltarmi, toglierà le lenzuola
per guardami da dietro. &#147;Eva, hai un bel culo.&#148;
Sussurrerà scostandomi appena le mutande, sempre le stesse, le
stesse da sempre. Lo bacerà, lo bacerà di sicuro, perché la
sua voglia non può farne a meno, perché il suo membro scivolerà
come davanti, perché la sua lingua trasmette al cervello sapori
che accetta solo in questi momenti. E mi dirà che di puttane ne
ha infilate per anni, le ha pagate d&#146;amore e di denaro
contante, nei bordelli d&#146;Oriente come nei salotti borghesi,
che l&#146;invitavano dentro come scampagnate fuori porta. Ma
questo che ora sta accarezzando è diverso, incute timore e
saggezza dove è più facile obbedire e farsi rapire. Tra le
pieghe che s&#146;incurvano cieche affonda le dita per studiare
il percorso, per svelare il mistero di tanta attrazione che come
magnete lo invita di dentro. Ma non mi penetrerà subito, all&#146;istante,
continuerà a guardarmi nel buco del culo e domandarsi come fa a
dargli piacere, a sentirsi più maschio proprio dove un uomo
potrebbe dargli lo stesso. Mi dirà di afferrare la spalliera e
stringerla forte perché un uragano di rabbia e piacere sta
esplodendo senza dare avvisaglia. </font></p>

<p><font size="1" face="Verdana"><strong>Siti Imperdili</strong><br>
</font><a href="http://pompini.allday.at/"><font size="1"
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face="Verdana"><br>
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size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://bocchini.again.at/"><font size="1"
face="Verdana">http://bocchini.again.at/</font></a><font size="1"
face="Verdana"><br>
</font><a href="http://reggiseno.ilsito.info/"><font size="1"
face="Verdana">http://reggiseno.ilsito.info/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://lesbiche.allday.at/"><font size="1"
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size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://lingerie.ilsito.info/"><font size="1"
face="Verdana">http://lingerie.ilsito.info/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://puttane.allday.at/"><font size="1"
face="Verdana">http://puttane.allday.at/</font></a><font size="1"
face="Verdana"><br>
</font><a href="http://giarrettiere.ilsito.info/"><font size="1"
face="Verdana">http://giarrettiere.ilsito.info/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://ninfomani.allday.at/"><font size="1"
face="Verdana">http://ninfomani.allday.at/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://autoreggenti.ilsito.info/"><font size="1"
face="Verdana">http://autoreggenti.ilsito.info/</font></a></p>

<p><font size="1" face="Verdana">Ora lo sento, come ramo secco m&#146;infila
senza avvertire il dolore che soffro quando ancora l&#146;impatto
non ha raggiunto il piacere, quando ancora i suoi centimetri non
l&#146;hanno riempito del tutto. Tiro il fiato e mi chiudo la
bocca, perché non sopporterebbe un urlo scomposto che con l&#146;amore
ha poco da spartire. Premuroso mi dirà di respirare più forte,
di allargarlo alla sua voglia che comunque non recederebbe di un
niente, perché è troppa la passione che reclama e s&#146;appropria
senza il minimo dubbio di chiedere permesso. Ecco ora lo sento,
il percorso controcorrente ha ultimato il tragitto, è più
vicino al cuore, più vicino alla mente che ora l&#146;accetta
come il sole di giorno o come un temporale durante un matrimonio.
Ora mi dirà che mai nessuna gli ha dato così tanto, che con sua
moglie non è lo stesso, che la sua vita è passata inutilmente
prima d&#146;incontrarmi quella sera per caso. Mi prese quasi
subito, alzando leggermente la gonna, addosso ad un muro in una
via del centro, mentre la mia amica Gloria m&#146;aspettava
impaziente. Ma quella sera s&#146;è persa negli anni, nella
nebbia che ci copriva da occhi indiscreti e nel corso del tempo
ha attutito sogni e speranze di una donna che aspetta come se
ancora fosse quel giorno. Lo sento, ora è al culmine del suo
piacere e mi sbatte e risbatte senza nemmeno pensare che ogni
colpo mi porta bruciore, che ogni colpo mi devasta gli anni che
corrono veloci riempiti da promesse sfilacciate che hanno perso
poesia e vigore. Ed il presente è questo buco di culo che non s&#146;è
mai ribellato, neanche quella volta, la prima, che vergine ed
intatto soffriva dolore, perché pensavo, come adesso, che niente
di meglio m&#146;avrebbero mai lacerato. Ed il presente è quest&#146;uomo
che fa giuramenti e strappa consenso, quest&#146;uomo che mi
prende da dietro perché si eccita a non vedermi la faccia,
questa speranza che domani sarà mio senza più concorrenza e
ombra di donna che schiaccio senza far male. Ed il presente è
quest&#146;uomo che ossessivamente si eccita a farmi raccontare l&#146;unica
volta che l&#146;ho tradito davvero. Era un suo amico e lui ha
fatto del tutto che finisse come è finita, nelle braccia dell&#146;altro
a raccontare i miei sogni mentre quella mano saliva. Saliva lungo
le pieghe della calza fino a sfiorare le stringhe, saliva verso
la mia convinzione che dovevo accettarla per forza, saliva fino
ad inumidirsi le dita e rubarmi ragione. </font></p>

<p><font size="1" face="Verdana"><strong>Siti Imperdili</strong><br>
</font><a href="http://foto-porno.allday.at/"><font size="1"
face="Verdana">http://foto-porno.allday.at/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://zoccole.allday.at/"><font size="1"
face="Verdana">http://zoccole.allday.at/</font></a><font size="1"
face="Verdana"><br>
</font><a href="http://intimo-uomo.ilsito.info/"><font size="1"
face="Verdana">http://intimo-uomo.ilsito.info/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://pompinare.again.at/"><font size="1"
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size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://intimo-donna.ilsito.info/"><font size="1"
face="Verdana">http://intimo-donna.ilsito.info/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
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size="1" face="Verdana"><br>
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size="1" face="Verdana"><br>
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size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://bocchinare.allday.at/"><font size="1"
face="Verdana">http://bocchinare.allday.at/</font></a></p>

<p><font size="1" face="Verdana">E poi su un divano a trattenere
il piacere che misto ad orgoglio mi faceva più fiera d&#146;essere
stata all&#146;altezza di uno scellerato disegno. E tra poco mi
farà rivisitare ogni momento di quando quella mano rasentò la
stoffa di seta e di quanto le mie cosce erano strette e allargate
in tacita attesa. E poi mi domanderà quanto unica fosse quella
volta e quante altre volte sono andata vicina al peccato,
fermandomi in tempo. E mentre i miei giuramenti si sforzano di
esser creduti, lo sento, lo sento ancora più duro, frenetico e
aspetto, aspetto quel liquido caldo che come ogni volta si fa
desiderare. Vorrei gridargli di fare più in fretta, ma rallenta
perché non contento, perché non si sente sicuro d&#146;avermi
smontata, d&#146;avermi fatto sua come nessun altro potrebbe mai
fare. E&#146; certo che il suo sesso non mi basta per saziarmi a
lungo, non è sufficiente ad appagarmi le voglie per una
settimana, perché solo tra sette giorni potrò riaverlo, potrò
preparargli un&#146;altra cena e poi subito su questo letto. E
sentirò di nuovo questo alito di non digerito, e mi riempirà
come se non fosse passato del tempo, come se la vita fosse tutta
qui dentro e la gioia una cena, una stanza e quei fiori all&#146;ingresso.
Lo sento, è impaziente. Ha paura di allungare i minuti e fare più
tardi, che la moglie salga sopra il sospetto e materializzi
finalmente una splendida donna che lo consuma come questa candela
sul comodino che brucia il tempo rimasto. Tra poco si spegne e
sarà tardi davvero e senza farsi la doccia si rivestirà
cercando di non dare nell&#146;occhio, preoccupato, a suo dire,
che il garage sta chiudendo. Ma ora è ancora qui che mi vorrebbe
posseduta e distrutta, e mi rivolta e mi riempie in ogni dove il
mio orgasmo è finito da tempo. Non c&#146;è sensazione che
tenga, sogno che possa ravvivare il mio corpo, aspetta soltanto
il suo seme che mi bagna soltanto perché altro non deve fare,
perché di un figlio non si deve parlare, e nemmeno accennare a
quella volta quando per errore lievitò il mio ventre e per lo
stesso errore ancora lo rimpiango. Ma il tempo è passato come
gli anni che mi porto appresso, domani al telefono e per altri
sei giorni, camminerò ovattata senza ascoltare nessuno, perché
basterebbe un niente, un concetto per rendermi conto. Ma
convincerebbe solo la ragione che non nutre l&#146;amore e non
riempie l&#146;attesa, che non fa perdere colpi a questo cuore
impaziente. E non doma questo uomo che continua a cercami nei
punti più oscuri che il mio corpo può offrirgli senza nessuna
ragione senza nessuna giustizia.</font></p>

<p><font size="1" face="Verdana"><strong>Siti Imperdili</strong><br>
</font> <a href="http://donne-nude.singz.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://donne-nude.singz.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
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size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://donne-vogliose.singz.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://donne-vogliose.singz.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://donne-porche.singz.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://donne-porche.singz.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://donne-troie.singz.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://donne-troie.singz.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://belle-donne.adores.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://belle-donne.adores.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://belle-ragazze.adores.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://belle-ragazze.adores.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://belle-fighe.adores.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://belle-fighe.adores.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://belle-gnocche.adores.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://belle-gnocche.adores.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://belle-tette.adores.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://belle-tette.adores.it/</font></a></p>

<p><a href="http://www.bianco-nero.net/blog/2005/04/un_fine_settima.html"><font
color="#191919" size="1" face="Verdana"><strong>Un Fine Settimana</strong></font></a><font
size="1" face="Verdana"><strong><br>
</strong>Il lunedi ero distrutta da quanto raccontato
precedentemente, il martedi ugale, poi finalamente il mercoledi
mi decido a richiamare Paolo. Fissiamo per un incontro il giorno
seguente nello stesso pub della settimana prima, quando arrivo
loro sono già al tavolo, due birre davanti e appena mi vedono si
alzarono in piedi per salutarmi.Mi siedo, ordino la mia birra e
iniziamo ad osservare la gente presente nel locale ironizzando e
fantasticando su come si comportassero a letto, che tipi di
rapporti potessero prediligere in funzione della faccia che si
ritrovavano. Ormai tra noi non esistono più tabù o freni
morali, questi due mi hanno fottuta culo e fica per un pomeriggio
intero. Il discorso è servito senza dubbio a scaldarci e verso
la mezzanotte i miei due stalloni, senza tanti preamboli, mi
invitano a fare una &#147;sveltina&#148;. Usciamo dal locale
montiamo sulla macchina di Paolo e ci dirigiamo verso XXX, un
posto arcinoto freguentato da coppiette in macchina.I due super-organizzati
stendono dei giornali sui vetri e vanno a sedersi sul sedile
posteriore, abbassano i pantaloni e io mi devo limitare a
succhiare i loro uccelli, visto che lo spazio, solitamente
angusto per due in tre era veramente invivibile. Non c&#146;e
spazio sufficiente per farmi infilare e mi limito a farmi toccare
un po&#146;. Non mi fanno penare poi molto, sono eccitatissimi e
dopo un po&#146; che li stò spompinando, e che loro avidamente
smanaccano sul mio seno, a turno, prima Paolo e poi Claudio,
vengono con una copiosa sborrata, che Paolo mi chiede di ingerire
per salvare la tappezzeria.Lo avrei fatto anche se ci fossimo
trovati in mezzo al mare! Prima di congedarsi rifissiamo per il
sabato, sempre alla solita casa di campagna e, devo dire con
sorpresa, mi chiedono se per quel giorno avessi potuto rasarmi
completamente la micetta e se potevo indossare qualcosa di
particolarmente ecccitante, oltre al fatto che mi sarei dovuta
trattenere a dormire e poi tutta la domenica. Isomma un fine
settimana da sballo!!</font></p>

<p><font size="1" face="Verdana"><strong>Siti Imperdili</strong><br>
</font><a href="http://cartoni-porno.fr.nf/"><font size="1"
face="Verdana">http://cartoni-porno.fr.nf/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://cartoni-erotici.xxl.st/"><font size="1"
face="Verdana">http://cartoni-erotici.xxl.st/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://cartoni-hard.xxl.st/"><font size="1"
face="Verdana">http://cartoni-hard.xxl.st/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://cartoni-manga.xxl.st/"><font size="1"
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size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://cartoni-giapponesi.xxl.st/"><font size="1"
face="Verdana">http://cartoni-giapponesi.xxl.st/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://video-erotici.xxl.st/"><font size="1"
face="Verdana">http://video-erotici.xxl.st/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://video-hard.xxl.st/"><font size="1"
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face="Verdana"><br>
</font><a href="http://video-sesso.xxl.st/"><font size="1"
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size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://video-sexy.xxl.st/"><font size="1"
face="Verdana">http://video-sexy.xxl.st/</font></a><font size="1"
face="Verdana"><br>
</font><a href="http://video-amatoriali.xxl.st/"><font size="1"
face="Verdana">http://video-amatoriali.xxl.st/</font></a></p>

<p><font size="1" face="Verdana">Gli amici di Frida erano
piuttosto insulsi, per quello che avesse potuto capire di loro,
il fatto è che non lo tenevano in gran conto: all'inizio sempre
interessamenti tipo where are you from o what's your favourite
football team, poi in breve tornavano a quella loro lingua
barbarica e attorno a Fulvio si creava una cortina di ferro da
cui difficilmente riusciva ad uscire. E non è che Frida si
interessasse più di tanto alla cosa. A quel punto Fulvio si
attaccava al boccale di birra. Fu al terzo risveglio con mal di
testa e bocca impastata che stabilì che era ora di darsi una
regolata con la birra. Si rese conto che era solo nell'alloggio.
Frida gli aveva lasciato un biglietto. Accanto al biglietto
c'erano le chiavi di casa e una tessera. Sul biglietto c'era
scritto: Per Fulvio. Ho un impegno inaspettato all'università,
tornerò verso le tre del pomeriggio. Intanto prova ad andare
nella mia palestra, ti lascio la tessera. Così ti fai una bella
sudata e fai uscire tutta la birra che hai bevuto! Frida o Fulvio
si guardò intorno: ci fosse stato almeno un televisore! Da
leggere si era portato qualcosa ma aveva troppo mal di testa.
L'unica soluzione per ammazzare la mattinata era la palestra. Non
metteva piede in una palestra dai tempi di educazione fisica al
liceo. La palestra era nella stessa via del palazzo di Frida, se
la ricordava; almeno se si rompeva poteva sempre prendere e
tornarsene in casa. La tuta l'aveva già addosso, la usava come
pigiama. Appena entrato, lo assalì un tizio superpompato in
canottiera con una raffica di tedesco. Fulvio non si era
preparato a discussioni con gli indigeni, avanzò un sorriso da
deficiente e tirò fuori la tessera di Frida: Friend of Frida! Il
tizio allora mostrò di aver capito e gli indicò col braccione
una porta: Se l'era cavata ancora bene. Si cambiò le scarpe e si
tuffò tra i macchinari; era tutto un luccichio di metallo e
tecnologia: c'erano certi vogatori con schermo a cristalli
liquidi tipo sala giochi con cui dei ragazzi si sfidavano in gare
di canottaggio virtuali, altra gente più o meno atletica era
sparpagliata nell'ampio locale. Alle cyclette c'erano tre ragazze
in pantaloncini elasticizzati e maglietta che pedalavano e
parlavano. Delle tre quella al centro era la migliore: si
stagliava sulle altre di un bel po' nonostante fossero sulla
cyclette, sicuramente era più alta di lui. Prese in mano i pesi
e cominciò gli esercizi. Andava su e giù con quei bilancieri,
non voleva dare l'idea di essere un novellino. Non passò molto
tempo che si rese conto di essere madido di sudore. Sotto la tuta
aveva solo la canottiera senza maniche, e di certo non l'avrebbe
esibita per niente al mondo. Quelle chiazze nauseanti del resto
erano la prova che aveva sudato abbastanza: si diresse verso lo
spogliatoio cercando di mantenere le braccia il più possibile
aderenti al corpo. Fece la doccia in compagnia dei ragazzi del
vogatore. Si stava rivestendo quando notò che i due fusti invece
di fare altrettanto si avvolsero gli asciugamani attorno alla
vita e si diressero fuori dallo spogliatoio. Nella palestra
doveva esserci una sauna. Fulvio non era mai andato in una sauna.
Incuriosito si ritolse le mutande e si avvolse l'asciugamano alla
vita. Arrivò davanti alla porta in fondo al corridoio titubante:
il vetro era appannato dall'interno. Non sapeva se girare o no la
maniglia quando sentì dei passi dietro di sé che gli diedero la
spinta. Si trovò in una stanzetta molto più piccola di come si
aspettasse, completamente rivestita in legno. </font></p>

<p><font size="1" face="Verdana"><strong>Siti Consigliati</strong><br>
</font><a href="http://manga-erotici.italinks.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://manga-erotici.italinks.it/</font></a><font
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size="1" face="Verdana"><br>
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</font><a href="http://fumetti-erotici.italinks.it/"><font
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</font><a href="http://fumetti-porno.italinks.it/"><font size="1"
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size="1" face="Verdana"><br>
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</font><a href="http://fumetti-sexy.italinks.it/"><font size="1"
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</content>
</entry>
<entry>
<title>La Promessa</title>
<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.grandesito.it/blog/2005/04/la_promessa.html" />
<modified>2006-06-16T09:20:08Z</modified>
<issued>2005-04-10T13:54:51Z</issued>
<id>tag:www.grandesito.it,2005:/blog//1.6</id>
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<summary type="text/plain">Sarà che sotto la gonna c&amp;#146;è una femmina intatta, che tra le mie gambe si sgranano sogni, come sabbia di...</summary>
<author>
<name>vaga</name>


</author>
<dc:subject>Racconti</dc:subject>
<content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="it" xml:base="http://www.grandesito.it/blog/">
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Sarà che sotto la gonna c&#146;è
una femmina intatta, che tra le mie gambe si sgranano sogni, come
sabbia di fiume inzuppati ed a grumi, dal desiderio scomposto che
mi prende di notte, e mi vorrebbe già preda di un uomo qualunque,
che a caso lo incontro e mi legge negli occhi, l&#146;astinenza
degli anni, il vuoto tra i seni.<br>
</font><a href="http://pompinare.xgo.it"><font color="#FEFEFF"
size="1" face="Verdana">Pompinare</font></a><font color="#FEFEFF"
size="1" face="Verdana"> </font><a href="http://lesbiche.xgo.it/"><font
color="#FEFEFF" size="1" face="Verdana">Lesbiche</font></a><font
color="#FEFEFF" size="1" face="Verdana"> </font><a
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face="Verdana">Succhiacazzi</font></a><font color="#FEFEFF"
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size="1" face="Verdana">Sexy Shop</font></a></p>]]>
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Non ci sono rimpianti, non ci
sono rinunce, ma solo certezze che possa accadere, sostituirmi la
mano che ogni sera padrona, slarga le pieghe e inumidisce la
brama, e si materializza di carne in un sogno che m&#146;entra,
che tappa il mio sesso come se fosse una bocca, che isterica urla
e non sente ragioni, per poi rabbonirsi come se ci fosse del
miele, sulla punta del dito che leggera si bagna, di residui e
detriti d&#146;un&#146;anima munta. Sarà che ogni sera metto
calze più scure, perché il lutto che sento non è dalle parti
del cuore, che sotto la gonna c&#146;è un ricamo infedele, che
mi dà brividi quando stringo le gambe. Chi mi incontra di giorno
non potrebbe capire, cosa imperversa tra queste pieghe di pelle,
mentre cammino tra gli abeti ed aspetto, un colpo di vento che s&#146;insinui
leggero, quel tanto o quel niente che mi scoperchi la gonna, un
alito denso come fiato di voglia, che mi faccia vedere più bella
e mignotta, e mi scopra le gambe ed il mondo s&#146;accorga, che
oltre al ricamo non ci sono mutande. Dove sono finiti gli uomini
adesso, che non hanno bisogno di chiederti scusa, ti seguono e ti
fanno sentire regina, lungo il parapetto che scende giù al
fiume, ti dicono bella cose se davvero lo fossi, ed usano il
sesso per tapparti la bocca, perché quello che dici sono tutte
cazzate, perché quello che provi non sono parole, e l&#146;anima
vuota ha bisogno di altro. Perché chi l&#146;ha detto che una
donna in lutto debba per forza portare mutande? Perché chi l&#146;ha
detto che un uomo che passa, non abbia il permesso d&#146;alzarmi
la gonna, di vedere che sotto c&#146;è una donna normale, che ha
scontato per anni il pianto del cuore. Se sapessero che sono
dieci anni, che ad ogni tramonto vengo ad incontrare il destino,
a caso qualunque, bello e solenne, si concretizzi di carne come l&#146;ultima
volta, tra queste sterpaglie e il fiume di fianco, tra le sue
braccia potenti e l&#146;amore di fronte. Sono stati giuramenti e
singhiozzi, promesse che nessun altro si sarebbe adagiato, nel
ventre che offrivo al suo sesso perfetto, di voglia e misura
preciso alle labbra, di un cuore che batte e ancora l&#146;aspetta.
</font></p>

<p><font size="1" face="Verdana"><strong>Siti Imperdili</strong><br>
</font><a href="http://www.pompini.info.ms/"><font size="1"
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size="1" face="Verdana"><br>
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size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.sesso.info.ms/"><font size="1"
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face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.super-tette.ze.cx/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.super-tette.ze.cx/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.lesbiche.info.ms/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.lesbiche.info.ms/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.belletette.ze.cx/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.belletette.ze.cx/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.sesso-anale.info.ms/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.sesso-anale.info.ms/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.tette-amatoriali.ze.cx/"><font
size="1" face="Verdana">http://www.tette-amatoriali.ze.cx/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.sesso-orale.info.ms/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.sesso-orale.info.ms/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.tettefamose.ze.cx/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.tettefamose.ze.cx/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://fighe-negre.has.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://fighe-negre.has.it/</font></a></p>

<p><font size="1" face="Verdana">Ogni volta ripasso le parole a
memoria, se tra quelle promesse ci fosse un&#146;inezia, una
scappatoia che oggi mi laverebbe la colpa, se a caso cedessi ai
miei seni bollenti. Ma poi ripenso ai suoi ultimi giorni, d&#146;un
destino segnano verso la fine, erano pianti e la sua faccia
distrutta, poi uno squillo improvviso e la notizia di notte.
Scendo le scale lungo il bordo del fiume, tra i ciuffi d&#146;erba
che affiorano appena, tra le crepe d&#146;asfalto intrise di
muffa, ho paura che i miei tacchi non facciano rumore, che muta
cammino e nessuno mi veda, chiudo gli occhi e i miei timori non
hanno più senso, di colpo li sento che s&#146;accalcano a
frotte, mi dicono bella con le voci e le mani, con i respiri
pensanti che sanno di aglio, mi dicono troia come se davvero lo
fossi, senza sapere che son dieci anni che aspetto, che ogni sera
al tramonto mi lascio strusciare, dalle foglie bagnate di una
siepe d&#146;alloro. Se invece sapessero che mi lascio scopare,
dal vento che soffia per non avere una colpa e rimanere fedele
all&#146;unico uomo che ho perso per sempre. Ci sono dei giorni
che rimango a pensare, che non c&#146;è tradimento se non esiste
l&#146;amore, che il sesso è soltanto un&#146;urgenza
impellente, come il bere il mangiare o quando t&#146;alzi di
notte, ma sono pensieri di una povera illusa, che sogna che freme
che vagheggia distrutta, dal desiderio scomposto che le slabbra
le gambe. Avessi vent&#146;anni, vent&#146;anni di meno, non
avrei modo per andare di fretta, lascerei che questo lutto si
scolorasse pian piano, si tingesse d&#146;azzurro e del turchese
che amo. Sarà questo nero che porto, che mi fa ancora più
bella, mi sfina le gambe e m&#146;accarezza leggera, sotto la
gonna sento un mondo che passa, un vociare di gente un vento che
soffia. Lungo questo tramonto d&#146;alloro e d&#146;abeti, s&#146;allunga
la coda d&#146;odori di sesso, sento una mano che sale e mi
prende, dei fischi distanti ed un abbaiare di cani, sono rutti e
bestemmie parole straniere, sono fiati di vino che mi leccano il
collo, dita di calli che raschiano il seno, e mi fanno l&#146;amore
senza guardare, perché il viso non serve ed hanno ragione.
Eccoli li sento, c&#146;è una folla che preme, che urla, che
avanza, che gode e s&#146;accalca, sono tanti e li sento, tra le
gambe e lungo le sponde, di questo fiume che prima, avrei giurato
davvero, non ci fosse nessuno.</font></p>

<p><font size="1" face="Verdana"><strong>Siti Imperdili</strong><br>
</font><a href="http://www.sesso-gratis.st/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.sesso-gratis.st/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.tette-al-vento.ze.cx/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.tette-al-vento.ze.cx/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.donne-mature.int.tc/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.donne-mature.int.tc/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.tettedure.ze.cx/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.tettedure.ze.cx/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.ragazze-nude.int.tc/"><font size="1"
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size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.tette-nere.ze.cx/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.tette-nere.ze.cx/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.donne-famose.info.ms/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.donne-famose.info.ms/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.tette-sode.ze.cx/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.tette-sode.ze.cx/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.manga-erotici.ze.cx/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.manga-erotici.ze.cx/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.tettegrandi.ze.cx/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.tettegrandi.ze.cx/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.foto-porno.ze.cx/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.foto-porno.ze.cx/</font></a></p>

<p><a
href="http://www.ragazze-18enni.com/mt/2006/02/quella_mattina.html"><font
color="#000000" size="1" face="Verdana">Quella mattina</font></a><font
color="#000000" size="1" face="Verdana"> una festa strana, c&#146;è molta gente che conosco, ma non m&#146;importa, la mascherina e i
capelli acconciati diversamente rendono dubbia la mia identità.
Non che m&#146;importi molto di nascondermi, ma è per proteggere
qualcuno&#133; Mi butto in mezzo alla pista, dove i giovani
scatenati si sballano aiutandosi con alcol e fumo. Ballo anche
io, lasciandomi trascinare dalle note di qua e di là. La birra
mi fa girare un po&#146; la testa, ma è l&#146;unica cosa che ho
trovato che mi permetta di avere più coraggio e di farmi restare
in piedi. Mi trovo a ballare in mezzo a un gruppo di ragazzi che
si strusciano su di me, ma io li scosto. E poi d&#146;improvviso
appari tu. Sulle note di una musica etno ti avvicini e mi saluti.
Io ti conosco, ti ho riconosciuto e forse era proprio te che ho
sempre cercato dall&#146;inizio della serata o della vita&#133;tu
non mi hai riconosciuto, ma anche tu mi cercavi senza saperlo da
quando sei nata. Iniziamo a ballare, la musica ci avvicina e i
ragazzi fanno cerchio intorno a noi per vederci mentre ci
stringiamo sempre più, le mani che scorrono sul corpo e lo
sguardo che corre dentro agli occhi. Bella&#133;sei bella sotto
la luce offuscata del pub. È un lento che ci fa abbracciare
dolcemente, quella dolcezza mai trovata in mani maschili sul mio
corpo; non esiste nulla intorno a noi, non la folla che balla e
non i ragazzi che ci guardano eccitati, solo noi e la musica. Le
mani sul corpo e il respiro sul collo tra i capelli, tra il
profumo lieve che inebria più dell&#146;alcol, tra l&#146;abbraccio
che mi stringe il collo e la pelle rosea della guancia che sfiora
la mia. Le mie mani sui fianchi accarezzano la seta della tua
camicia, e più sotto la seta della tua pelle e le curve dolci
che si disegnano da sé, senza bisogno di guardarle. Il tuo seno
aderisce al mio, il tuo ventre respira con me intimamente; sento
le tue labbra sfiorare la mia pelle, ti volti verso il mio
sguardo che era celato fin ora dal velo delle palpebre e mi parli.
Non so come posso udirti tanto chiaramente tra le note e gli urli
della folla, probabilmente ti leggo sulle labbra o negli occhi ciò
che dici. Sussurri appena &#147;come ti chiami?&#148;. Non te lo
dirò, non posso dirtelo, ti deve prendere il mio sguardo e il
mio tocco, non il mio nome. Sorrido appena, alzando un
sopraciglio e il tuo respiro si fa più vicino, anima tra le
labbra discoste che sanno lievemente di birra. Ti bacio. Mi baci.
È un attimo chiudere gli occhi e trovarsi nei tuoi, le labbra
rosee e tiepide premute sulle mie, la tua lingua che cerca la mia
bocca e si insinua tra le mie labbra violandole con forza; la
folla di ragazzi si è fatta più compatta e urla sempre più
parole sconce, ma non scalfiscono il nostro piccolo universo di
lingue che si intrecciano.</font></p>

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<p><font size="1" face="Verdana">Sento la tua pelle fremere sotto
i vestiti, sento le tue curve affannarsi nel cercare un contatto,
seppur fugace contro il mio corpo o contro le mie mani. Non ti
voglio dare soddisfazione, voglio accrescere la tua voglia fino
al limite, fino a quando sarai schiava delle mie carezze e del
mio sguardo. Le tue mani mi accarezzano, accarezzano i capelli e
il collo, le guance, dolce tocco vellutato e la schiena, ma si
soffermano sui fianchi, impazienti di continuare la loro corsa
tra i miei segreti. Non so se vorrò davvero concederti questo
privilegio, voglio essere io a scoprirti e farti vibrare, non
voglio cadere nella mia stessa trappola. Poi sarei costretta a
togliermi la maschera. Le mie mani si fanno più audaci, e lo
gradisci, lo capisco dai capezzoli che spingono contro i miei al
di sotto della camicia e da come ti strusci contro di me. Ti
accarezzo il sedere, beandomi della sua perfezione e uno dei
ragazzi si avvicina provando a toccarci. Ti stacchi e con sguardo
di fuoco gli mostri il dito medio. Bella. Bella e guerriera. Mi
hai già preso qualcosa nel fondo dei sensi, qualcosa di più di
quello che avevo previsto. Mi prendi per mano e mi trascini verso
i divanetti che costeggiano la sala; ti faccio, cambiare
direzione, so io dove andare per soddisfare ciò che vuoi, molto
più di qualche tocco rubato. Mi avvicino al banco e ordino una
birra, mentre ti stringo la mano per dirti di stare al gioco. La
cameriera si allontana e io infilo una mano sotto al bancone e
rubo la chiave di una saletta privata, sgusciando poi tra la
folla per sparire dalla vista. Ridi della mia bravata; ci
sentiamo ladre, e questo aumenta la tua eccitazione, lo sento da
come stringi la mia mano e sfreghi la pelle del mio polso con il
pollice. Entriamo nella saletta e chiudo la porta a chiave; la
stanza ha al centro un divano ed è rischiarata dalla luce di un
lampione, fuori. Ti bacio e finalmente posso toccarti e ti
concedo di sfiorarmi un poco, senza abbandonarmi troppo a te. Ti
slaccio la camicetta, scoprendo il tuo seno sodo, svettante con i
capezzoli rigidi e graziosi. Ti tocco, e lo sfiorarti mi provoca
un&#146;enorme eccitazione. Le lingue si incrociano di nuovo, con
più passione, poi la mia scende lentamente ad aiutare le mani e
circonda i capezzoli, ci gioca; ti succhio con trasporto,
mordendoti delicatamente. So che ti piace, piacere e dolore,
dolore e piacere&#133;Sento il tuo respiro farsi più profondo,
mentre continuo a toccarti e a leccarti; una mano scende verso il
tuo sedere, così perfetto e sodo e stringe la carne, accarezza
pienamente la sua rotondità e si spinge anche più sotto. Ti
slaccio i pantaloni e li sfilo, ammirando le tue curve e sentendo
vago il tuo profumo. Ti spingo verso il divanetto e ti sdraio sui
cuscini, liberandoti da ogni indumento, comprese le mutandine
intrise dei tuoi umori. Mi lusinga il vederti così bagnata, e
continuo il mio lavoro.</font></p>

<p><a href="http://www.1sthost.tv/1stblog/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.1sthost.tv/1stblog/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.asian4sex.net/weblog/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.asian4sex.net/weblog/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.bianco-nero.net/blog/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.bianco-nero.net/blog/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.web-master.tv/billy-blog/"><font
size="1" face="Verdana">http://www.web-master.tv/billy-blog/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.casadelpiacere.com/weblog/"><font
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size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.cosesexy.com/incontri-milano/"><font
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size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.cosesexy.com/foto-annunci/"><font
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size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.cosesexy.com/incontri-torino/"><font
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</font><a href="http://www.cosesexy.com/annunci-personali/"><font
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size="1" face="Verdana">http://www.cosesexy.com/incontri-roma/</font></a></p>

<p><font size="1" face="Verdana">Indossa solo un corsetto nero e
un paio di calze nere con i reggicalze anch'essi neri. le
divarico leggermente le gambe, e lei mi lascia fare con la
docilità delle cose inanimate. La sua recitazione è perfetta,
nel non lasciar trapelare un segno di vita. Vado a prendere il
buffo fallo che avevamo scelto. Non è molto grande, oggi devo
avere la mano delicata. Per qualche minuto le tocco la fichetta
liscia, su cui la ragazza -devo dire- ha eseguito una depilazione
perfetta. Ci gioco, la penetro delicatamente con un dito, poi con
due. Come previsto lei non risponde, almeno non con il resto del
corpo. Anzi è sempre più rilassata. In fondo si vede che non è
morta, tuttavia il suo stato potrebbe essere facilmente preso per
un sonno profondo. Si tratta di altro, o forse no. Il suo sesso
è caldo e umido. Sembra che debba vivere a spese del resto.
Sembra che debba risvegliarsi quando il corpo intorno a esso
dorme. A questo punto inserisco il piccolo fallo inorganico.
Serve a tappare una bocca per aprirne un'altra. La ragazza con
l'autocontrollo che ha interiorizzato ed esercita ormai senza
sforzo- riesce a essere come una macchinetta. &quot;È ora che ti
risvegli, bambolina!&quot; Lei alza il busto, con gli occhi
sbarrati, poi torna a un'espressione normale, ricomincia a
muoversi. La bocca di sotto nel suo tappo ha trovato come un
ciuccio, che la tiena occupata e permette al resto del corpo di
liberarsi. La sua faccia sprizza gioia. Prima la abbraccio, poi
la faccio inginocchiare sul letto davanti a me, e finalmente tiro
fuori il mio fallo organico, caldo e palpitante, e me lo faccio
succhiare con la bocca di sopra. Quando ha finito di ingoiare il
mio sperma e di ripulirmi con la sua carezzevole lingua, la bacio
sulla fronte e me ne vado. Ci ha sprecato anche il tempo di
scrivere il messaggio! Ricordo il messaggio di A., direttamente
dagli USA. Eh, si', nel mio girovagare telematico mi sono rivolto
anche alle aree messaggi straniere. Per parlarne, se non altro. A.
sembrava proprio incarnare il mio sogno. Dolce e forte. Diceva di
avere gia' avuto un'altra esperienza del genere con un uomo. E di
rimpiangerlo ancora, a volte, per le irripetibili emozioni del
loro rapporto. Peccato che dopo un paio di messaggi inizio' a
propormi strane forme di collaborazione ad un racconto erotico
che stava scrivendo, e che sembrava interessarle molto piu 'di me.
Quello che cerco e' molto particolare, lo so. E le donne sono
cosi' diffidenti, guardinghe. Ci vuole costanza. Non era stata
un'idea brillante andare a trovare Frida a Brownshweig d'inverno.
Fulvio si era immaginato che in Germania facesse freddo, ma non
così freddo. E non perdeva occasione per farglielo notare. Frida
sapeva bene l'italiano. Riguardo al rapporto tra Fulvio e il
tedesco, era praticamente inesistente. Si erano conosciuti l'anno
prima al Politecnico. Per un po' ci aveva provato con Frida, gli
sembrava un atto dovuto cercare di sedurre una studentessa
erasmus: il fascino della straniera venuta dal nord era
innegabile. Comunque lei aveva subito messo in chiaro le cose,
così erano rimasti buoni amici. Dopo i primi giorni passati a
visitare chiese e birrerie tipiche il posto non offriva molte
altre attrattive: certo le case del centro sembravano tutte tipo
quella di Hansel e Gretel e la pulizia delle strade era
indiscutibile, però non passarono molto tempo che Fulvio si rese
conto che quella cittadina nel cuore della Germania tutto sommato
era abbastanza pallosa. </font></p>

<p><font size="1" face="Verdana"><strong>Siti Consigliati</strong><br>
</font><a href="http://tette-enormi.italinks.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://tette-enormi.italinks.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://tette-grandi.italinks.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://tette-grandi.italinks.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://tette-sode.italinks.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://tette-sode.italinks.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://tette-nere.italinks.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://tette-nere.italinks.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://tette-dure.italinks.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://tette-dure.italinks.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://tette-vento.italinks.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://tette-vento.italinks.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://tette-naturali.italinks.it/"><font
size="1" face="Verdana">http://tette-naturali.italinks.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"> <br>
</font><a href="http://belle-tette.italinks.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://belle-tette.italinks.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://tette-amatoriali.italinks.it/"><font
size="1" face="Verdana">http://tette-amatoriali.italinks.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://tette-famose.italinks.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://tette-famose.italinks.it/</font></a></p>]]>
</content>
</entry>
<entry>
<title>Theatrical Chamber</title>
<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.grandesito.it/blog/2005/03/theatrical_cham.html" />
<modified>2005-07-29T15:04:32Z</modified>
<issued>2005-03-22T08:26:45Z</issued>
<id>tag:www.grandesito.it,2005:/blog//1.7</id>
<created>2005-03-22T08:26:45Z</created>
<summary type="text/plain">A me piacciono le donne masochiste. Realizzare i loro sogni fin dove è possibile è il mio passatempo preferito. In...</summary>
<author>
<name>vaga</name>


</author>
<dc:subject>Generale</dc:subject>
<content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="it" xml:base="http://www.grandesito.it/blog/">
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">A me piacciono le donne
masochiste. Realizzare i loro sogni fin dove è possibile è il
mio passatempo preferito. In questo fine settimana affronterò
uno dei casi più interessanti che mi siano mai capitati. </font><a
href="http://www.x4x.it/"><font color="#FEFEFF" size="1"
face="Verdana">Redirect Gratuito</font></a></p>]]>
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">La ragazza prima di svegliarsi
deve mettersi nella condizione del sonno più profondo, e c'è
stato bisogno di molto più teatro del solito. In compenso il mio
ruolo è davvero limitato, per cui questa volta mi divertirò
senza faticare troppo. Domenica. Sono vestito di bianco, come
sempre, e non porto con me alcun attrezzo. Tutto ciò di cui ho
bisogno per aiutare la ragazza a esprimersi è già presente
nella casa. L'appuntamento è per il pomeriggio, così vago: lei
è tenuta a mantenersi pronta, con tutta la scena allestita, tra
le 15 e le 19. Io ho le chiavi del suo appartamento e posso
entrare quando mi pare, possibilmente facendola attendere un po'.
Vado a farmi un giro, entro in un bar e prendo un whisky. Non
bevo mai alcolici prima di una scena, ma in questo caso non c'è
ragione di prendere precauzioni particolari perché la ragazza
non rischia neanche un graffio. Trovo un quotidiano e io che non
li compro mai mi metto a leggerlo. Non riesco a seguire, provo a
cominciare un articolo ma devo passare subito al seguente. Fumo
una sigaretta. Niente da fare, devo andare, sono io impaziente,
questa volta. Basta, non ho voglia di aspettare, sono appena le
15:30 ma voglio proprio vederla. Parcheggio in una via adiacente
e mi avvio al palazzo dove abita lei. Davanti alla porta mi
pulisco le suole delle scarpe, mi aggiusto la giacca, controllo
il nodo della cravatta. Sono proprio pronto. Non devo suonare,
ecco la chiave, la guardo e me la giro tra le mani. Mentre infilo
la chiave nella serratura e la giro recupero tutta la mia
freddezza. Sentire il meccanismo che fa quello che voglio,
sentire che tutto fila liscio. Quando è ben oliato un meccanismo
può dare soddisfazione, o almeno richiamare alla fiducia in se
stessi. Salgo le scale e mi trovo davanti la seconda porta, e
tiro fuori la seconda chiave. Mi giro anche questa tra le mani,
la guardo per un attimo. Poi la infilo, la giro, e il meccanismo
del suo piacere comincia a girare. Anche noi siamo fatti di
meccanismi, benché morbidi e tiepidi; il nostro vantaggio
consiste nel poterci sfruttare a nostro stesso piacimento, una
volta che conosciamo il sistema per aprire e chiudere le nostre
stesse serrature. Rifletto e mi inceppo ancora, oggi sono un po'
stanco forse. lei però ha fatto tutto come doveva. lei è nella
camera, allestita come previsto. Mi avvicino e accarezzo una
guancia della ragazza, che giace immobile nel mezzo del letto
matrimoniale. Tutte le finestre sono chiuse, tutte le tende sono
abbassate. L'odore dell'incenso copre quello delle molte candele
che illuminano la stanza. Mi accendo una sigaretta e l'aria si fa
ancora più pesante. La ragazza ha un sorriso sereno stampato
sulla bocca, è finalmente rilassata e tranquilla. La sua pelle
è perfettamente bianca sul petto e sulla faccia, a parte le
guance rosate, gli occhi sottilmente rigati di nero e le labbra
dipinte di un rosso vivissimo. </font></p>

<p><font size="1" face="Verdana"><strong>Siti Consigliati</strong><br>
</font><a href="http://cazzi-enormi.italinks.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://cazzi-enormi.italinks.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://cazzi-grossi.italinks.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://cazzi-grossi.italinks.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://cazzi-neri.italinks.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://cazzi-neri.italinks.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://cazzi-duri.italinks.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://cazzi-duri.italinks.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://cazzi-giganti.italinks.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://cazzi-giganti.italinks.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://cazzi-grandi.italinks.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://cazzi-grandi.italinks.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://cazzi-superdotati.italinks.it/"><font
size="1" face="Verdana">http://cazzi-superdotati.italinks.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://cazzi-in-bocca.italinks.it/"><font
size="1" face="Verdana">http://cazzi-in-bocca.italinks.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://cazzi-in-culo.italinks.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://cazzi-in-culo.italinks.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://cazzi-in-figa.italinks.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://cazzi-in-figa.italinks.it/</font></a></p>

<p><font size="1" face="Verdana">La ragazza è completamente
immobile, le gambe dritte, perfettamente distese, le braccia
incrociate sul petto, la testa leggermente rialzata sui due
cuscini sovrammessi. Le sue palpebre sono chiuse. Non muove un
muscolo. le parlo: &quot;Brava, la mia schiavetta, così buona,
così silenziosa, così disponibile; ora posso fare davvero di te
quello che voglio.&quot; lei ovviamente non risponde, non può
rispondere. Indossa solo un corsetto nero e un paio di calze nere
con i reggicalze anch'essi neri. le divarico leggermente le
gambe, e lei mi lascia fare con la docilità delle cose inanimate.
La sua recitazione è perfetta, nel non lasciar trapelare un
segno di vita. Vado a prendere il buffo fallo che avevamo scelto.
Non è molto grande, oggi devo avere la mano delicata. Per
qualche minuto le tocco la fichetta liscia, su cui la ragazza -devo
dire- ha eseguito una depilazione perfetta. Ci gioco, la penetro
delicatamente con un dito, poi con due. Come previsto lei non
risponde, almeno non con il resto del corpo. Anzi è sempre più
rilassata. In fondo si vede che non è morta, tuttavia il suo
stato potrebbe essere facilmente preso per un sonno profondo. Si
tratta di altro, o forse no. Il suo sesso è caldo e umido.
Sembra che debba vivere a spese del resto. Sembra che debba
risvegliarsi quando il corpo intorno a esso dorme. A questo punto
inserisco il piccolo fallo inorganico. Serve a tappare una bocca
per aprirne un'altra. La ragazza con l'autocontrollo che ha
interiorizzato ed esercita ormai senza sforzo- riesce a essere
come una macchinetta. &quot;È ora che ti risvegli, bambolina!&quot;
Lei alza il busto, con gli occhi sbarrati, poi torna a
un'espressione normale, ricomincia a muoversi. La bocca di sotto
nel suo tappo ha trovato come un ciuccio, che la tiena occupata e
permette al resto del corpo di liberarsi. La sua faccia sprizza
gioia. Prima la abbraccio, poi la faccio inginocchiare sul letto
davanti a me, e finalmente tiro fuori il mio fallo organico,
caldo e palpitante, e me lo faccio succhiare con la bocca di
sopra. Quando ha finito di ingoiare il mio sperma e di ripulirmi
con la sua carezzevole lingua, la bacio sulla fronte e me ne vado.
Ci ha sprecato anche il tempo di scrivere il messaggio! Ricordo
il messaggio di A., direttamente dagli USA. Eh, si', nel mio
girovagare telematico mi sono rivolto anche alle aree messaggi
straniere. Per parlarne, se non altro. A. sembrava proprio
incarnare il mio sogno. Dolce e forte. Diceva di avere gia' avuto
un'altra esperienza del genere con un uomo. E di rimpiangerlo
ancora, a volte, per le irripetibili emozioni del loro rapporto.
Peccato che dopo un paio di messaggi inizio' a propormi strane
forme di collaborazione ad un racconto erotico che stava
scrivendo, e che sembrava interessarle molto piu 'di me. Quello
che cerco e' molto particolare, lo so. E le donne sono cosi'
diffidenti, guardinghe. Ci vuole costanza. </font></p>

<p><font size="1" face="Verdana"><strong>Siti Consigliati</strong><br>
</font><a href="http://foto-porno.italinks.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://foto-porno.italinks.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://foto-hard.italinks.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://foto-hard.italinks.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://foto-erotiche.italinks.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://foto-erotiche.italinks.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://foto-ragazze.italinks.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://foto-ragazze.italinks.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://foto-donne.italinks.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://foto-donne.italinks.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://foto-sexy.italinks.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://foto-sexy.italinks.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://foto-xxx.italinks.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://foto-xxx.italinks.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://foto-sesso.italinks.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://foto-sesso.italinks.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://foto-lesbo.italinks.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://foto-lesbo.italinks.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://foto-gay.italinks.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://foto-gay.italinks.it/</font></a></p>

<p><font size="1" face="Verdana">Non era stata un'idea brillante
andare a trovare Frida a Brownshweig d'inverno. Fulvio si era
immaginato che in Germania facesse freddo, ma non così freddo. E
non perdeva occasione per farglielo notare. Frida sapeva bene
l'italiano. Riguardo al rapporto tra Fulvio e il tedesco, era
praticamente inesistente. Si erano conosciuti l'anno prima al
Politecnico. Per un po' ci aveva provato con Frida, gli sembrava
un atto dovuto cercare di sedurre una studentessa erasmus: il
fascino della straniera venuta dal nord era innegabile. Comunque
lei aveva subito messo in chiaro le cose, così erano rimasti
buoni amici. Dopo i primi giorni passati a visitare chiese e
birrerie tipiche il posto non offriva molte altre attrattive:
certo le case del centro sembravano tutte tipo quella di Hansel e
Gretel e la pulizia delle strade era indiscutibile, però non
passarono molto tempo che Fulvio si rese conto che quella
cittadina nel cuore della Germania tutto sommato era abbastanza
pallosa. Gli amici di Frida erano piuttosto insulsi, per quello
che avesse potuto capire di loro, il fatto è che non lo tenevano
in gran conto: all'inizio sempre interessamenti tipo where are
you from o what's your favourite football team, poi in breve
tornavano a quella loro lingua barbarica e attorno a Fulvio si
creava una cortina di ferro da cui difficilmente riusciva ad
uscire. E non è che Frida si interessasse più di tanto alla
cosa. A quel punto Fulvio si attaccava al boccale di birra. Fu al
terzo risveglio con mal di testa e bocca impastata che stabilì
che era ora di darsi una regolata con la birra. Si rese conto che
era solo nell'alloggio. Frida gli aveva lasciato un biglietto.
Accanto al biglietto c'erano le chiavi di casa e una tessera. Sul
biglietto c'era scritto: Per Fulvio. Ho un impegno inaspettato
all'università, tornerò verso le tre del pomeriggio. Intanto
prova ad andare nella mia palestra, ti lascio la tessera. Così
ti fai una bella sudata e fai uscire tutta la birra che hai
bevuto! Frida o Fulvio si guardò intorno: ci fosse stato almeno
un televisore! Da leggere si era portato qualcosa ma aveva troppo
mal di testa. L'unica soluzione per ammazzare la mattinata era la
palestra. Non metteva piede in una palestra dai tempi di
educazione fisica al liceo. La palestra era nella stessa via del
palazzo di Frida, se la ricordava; almeno se si rompeva poteva
sempre prendere e tornarsene in casa. La tuta l'aveva già
addosso, la usava come pigiama. Appena entrato, lo assalì un
tizio superpompato in canottiera con una raffica di tedesco.
Fulvio non si era preparato a discussioni con gli indigeni, avanzò
un sorriso da deficiente e tirò fuori la tessera di Frida:
Friend of Frida! Il tizio allora mostrò di aver capito e gli
indicò col braccione una porta: Se l'era cavata ancora bene. Si
cambiò le scarpe e si tuffò tra i macchinari; era tutto un
luccichio di metallo e tecnologia: c'erano certi vogatori con
schermo a cristalli liquidi tipo sala giochi con cui dei ragazzi
si sfidavano in gare di canottaggio virtuali, altra gente più o
meno atletica era sparpagliata nell'ampio locale.</font></p>

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<p><font size="1" face="Verdana">Alle cyclette c'erano tre
ragazze in pantaloncini elasticizzati e maglietta che pedalavano
e parlavano. Delle tre quella al centro era la migliore: si
stagliava sulle altre di un bel po' nonostante fossero sulla
cyclette, sicuramente era più alta di lui. Prese in mano i pesi
e cominciò gli esercizi. Andava su e giù con quei bilancieri,
non voleva dare l'idea di essere un novellino. Non passò molto
tempo che si rese conto di essere madido di sudore. Sotto la tuta
aveva solo la canottiera senza maniche, e di certo non l'avrebbe
esibita per niente al mondo. Quelle chiazze nauseanti del resto
erano la prova che aveva sudato abbastanza: si diresse verso lo
spogliatoio cercando di mantenere le braccia il più possibile
aderenti al corpo. Fece la doccia in compagnia dei ragazzi del
vogatore. Si stava rivestendo quando notò che i due fusti invece
di fare altrettanto si avvolsero gli asciugamani attorno alla
vita e si diressero fuori dallo spogliatoio. Nella palestra
doveva esserci una sauna. Fulvio non era mai andato in una sauna.
Incuriosito si ritolse le mutande e si avvolse l'asciugamano alla
vita. Arrivò davanti alla porta in fondo al corridoio titubante:
il vetro era appannato dall'interno. Non sapeva se girare o no la
maniglia quando sentì dei passi dietro di sé che gli diedero la
spinta. Si trovò in una stanzetta molto più piccola di come si
aspettasse, completamente rivestita in legno. La stanza si
allungava sulla destra: due serie di panche disposte a gradini
correvano lungo le due pareti al fondo mentre sulla terza c'era
un fornello che riscaldava l'ambiente. I due ragazzi erano seduti
di fronte completamente nudi, ma la cosa più interessante della
faccenda era che accanto a loro c'era una tipa nella stessa
condizione dei due in quanto a vestiti. I tre conversavano
amabilmente come se fossero seduti in un qualsiasi pub della città.
Fulvio in effetti aveva già sentito che nei paesi nordici la
promiscuità nelle saune era un fatto acquisito, ciononostante la
situazione restava alquanto insolita, lo assalì un certo
imbarazzo. Fu sul punto di girare i tacchi e tornarsene nello
spogliatoio, quando da dietro si sentì sfiorare da qualcuno che
era entrato: era la vichinga della cyclette. Passò dietro a
Fulvio per portarsi al fondo della stanza, si tolse
l'accappatoio, l'appoggiò sulla panca più in alto, si sfilò
gli zoccoli di sughero e si distese a faccia in su, allungando le
braccia sopra la testa per stirarsi: era bellissima. Fulvio non
riuscì a staccare lo sguardo finche lei non diede un occhiata
verso di lui. Un'occhiata gelida e tagliente come il vento che
spazzava le strade di Brownshweig la notte. Prese posto cercando
di essere il più lontano possibile da lei. Il cuore gli batteva
forte, quella visione lo aveva inebriato di passione in tutto il
corpo; fece un lungo respiro per ritrovare il controllo. Aveva
fatto un errore: gli estranei non si dovevano mai fissare, tanto
più se nudi. Con la coda dell'occhio riusciva a vedere i piedi
della ragazza che poggiavano sulla panca; dopo un po' accavallò
le ginocchia mantenendo le gambe flesse. Si mise a dondolare il
piede e con quel piede dondolavano anche le pupille di Fulvio. La
temperatura era alta, in meno di un minuto Fulvio si ritrovò
tutto bagnato. Era stupenda la capacità dei corpi di sudare. .</font></p>

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<p><font size="1" face="Verdana">Sentii pian piano che la punta
del suo fallo sfiorava le labbra della mia calda vulva, lo faceva
apposta, non voleva penetrarmi ancora e infatti dopo poco scese
con la sua bocca sul mio ventre, baciò il mio ventre e i suoi
baci ora non erano più violenti ma presero ad essere dolci e
caldi, le sue labbra umide scivolavano intorno al mio ombelico e
pian piano scendeva sempre piu giù, si soffermò a lungo intorno
alle mie cosce dopodichè cominciò a passare la sua morbida
lingua intorno alle labbra calde del mio sesso in fremente attesa
di essere appagato dal desiderio.. continuò con la sua lingua
intorno al mio clitoride e poi ancora baci forti su ciò che per
un attimo avevo pensato non lo eccitasse e non gli bastasse più..
ma l'eccitazione ora era talmente forte da non poter pensare
altro che a lui e a quanto lo potessi amare. Si accorse che
quello era il momento giusto, così risalì in fretta il mio
corpo e prese a penetrarmi con dei colpi a tratti forti e decisi
e a tratti molto lenti, si eresse dinanzi a me e prese le mie
caviglie fra le mani, si portò i miei piedi alla bocca e prese a
succhiarli con una passionalità infinita.. smise senza lasciare
le mie caviglie e ricominciò a penetrarmi sempre più forte.
Sentii che non mi era rimasto ancora molto tempo, ma lui
continuava ad un ritmo che toglieva il respiro. Fu l'orgasmo più
bello e lungo che potessi immaginare e mentre esalavo gli ultimi
gemiti di piacere lo vidi stendersi dolcemente su di me e sentii
il mio ventre diventare caldo e riempirsi del suo seme. Ci
addormentammo nudi da lì a poco in un caldo e tenero abbraccio
fino al mattino seguente. Non parlammo mai più di quello che io
avevo scoperto su di lui e nemmeno di quell'intensa e stupenda
notte d'amore passata insieme. Nel silenzio dei suoi gesti di
quella notte c'era una spiegazione che valeva molto più di mille
domande che avrei potuto fargli e di mille risposte che avrebbe
potuto darmi. Capii che il nostro amore e la nostra intesa
amorosa andavano oltre quelle due righe fredde e anonime che
oramai non avevano più senso nè valore sia per me che per lui.
Ci accordammo per la mattina successiva. Quella notte fu
lunghissima; dormii male, non potevo fare a meno di pensare al
momento in cui saremmo rimasti da soli in casa sua. Ma conclusi
che non dovevo farmi illusioni, dopotutto quella situazione
poteva tranquillamente risolversi con un favore di buon vicinato.
La mattina successiva mi presentai con la dovuta attrezzatura, mi
accolse con un sorriso solare e mi chiese se prendevo un caffè;
mi girò le spalle per prepararlo, e i miei occhi percorsero la
sua figura lentamente, soffermandosi su ogni elemento che rendeva
quella donna irresistibile. Bevvi il caffè e mi misi all'opera,
quel lavoretto per me era un gioco e ci impiegai ben poco. La
tenda, accuratamente stirata, era distesa sul divano; le offrii
il mio aiuto per montarla e lo accettò, ringraziandomi con uno
dei suoi splendidi sorrisi.Una pulitina veloce e fummo pronti a
concludere l'opera. </font></p>

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]]>
</content>
</entry>
<entry>
<title>Soldati Svedesi</title>
<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.grandesito.it/blog/2005/03/soldati_svedesi.html" />
<modified>2005-11-08T14:10:11Z</modified>
<issued>2005-03-12T16:11:53Z</issued>
<id>tag:www.grandesito.it,2005:/blog//1.5</id>
<created>2005-03-12T16:11:53Z</created>
<summary type="text/plain">I militari svedesi non potranno più soggiornare in alberghi che offrono tra i loro servizi una televisione con programmi pornografici:...</summary>
<author>
<name>vaga</name>


</author>
<dc:subject>Generale</dc:subject>
<content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="it" xml:base="http://www.grandesito.it/blog/">
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">I militari svedesi non potranno
più soggiornare in alberghi che offrono tra i loro servizi una
televisione con programmi pornografici: glielo vieterà l'esercito.<br>
</font><a href="http://www.xgo.it/pompini/"><font color="#FEFEFF"
size="1" face="Verdana">Pompini</font></a><font color="#FEFEFF"
size="1" face="Verdana"> </font><a
href="http://www.xgo.it/sesso/"><font color="#FEFEFF" size="1"
face="Verdana">Sesso</font></a><font color="#FEFEFF" size="1"
face="Verdana"> </font><a href="http://www.xgo.it/tette/"><font
color="#FEFEFF" size="1" face="Verdana">Tette</font></a><font
color="#FEFEFF" size="1" face="Verdana"> </font><a
href="http://www.xgo.it/porno/"><font color="#FEFEFF" size="1"
face="Verdana">Porno</font></a><font color="#FEFEFF" size="1"
face="Verdana"> </font><a href="http://www.xgo.it/figa/"><font
color="#FEFEFF" size="1" face="Verdana">Figa</font></a></p>]]>
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Il Generale Maggiore Ake
Jansson, responsabile della logistica dell'esercito svedese, ha
vinto la sua battaglia contro gli alberghi che offrono la
possibilità di guardare programmi a luci rosse. E' stato varato
un decreto secondo il quale, dal 1 luglio, i militari svedesi in
viaggio di servizio non possono soggiornare a spese dello stato
in alberghi che offrono programmi televisivi erotici. Il
provvedimento verrà esteso a tutti gli impiegati statali e ai
politici. &quot;L'esercito svedese è fiero delle sue soldatesse
ed è un vanto per noi non fare discriminazioni sessuali. La
nostra decisione, presa in accordo con la ROKS, l'organizzazione
delle donne svedesi, vuole boicottare economicamente quegli
alberghi in cui l'immagine della donna viene degradata e offesa&quot;,
ha commentato il generale. Soldati e impiegati statali in
trasferta passano annualmente 92.000 notti negli alberghi svedesi
e il costo dei loro soggiorni supera i dieci milioni di euro.
&quot;Pensiamo che il nostro peso nell'economia alberghiera del
paese sia tale da indirizzare molti albergatori verso
l'esclusione dei programmi porno dai loro servizi&quot;, è
l'opinione di Jansson: &quot;E' anche un modo per salvare la
dignità delle cameriere, costrette a ripulire le camere dopo che
un uomo le ha usate per guardare quel tipo di film.&quot;
Nell'occasione è stato anche deciso che gli spacci militari non
possano più vendere riviste specializzate per adulti.</font></p>

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<p><a
href="http://www.incontrando.com/blog/2005/03/nemmeno_una_ste.html"><font
size="1" face="Verdana"><strong>Nemmeno una stella!</strong></font></a><font
size="1" face="Verdana"><strong><br>
</strong>Che sciama di luce e rischiara questa faccia che
inganna, coperta di strati di cipria che appiattiscono rughe e
che sapone non lava. Ormai pelle, oramai essenza che mi regola
dentro respiri e parole, ansia e bugie fino a convincermi di
essere giovane e bella, d&#146;essere come mi guarda lo sguardo
di questo sparuto cliente che da mezz&#146;ora fa il giro come
mosche attorno a rifiuti, come indiani attorno ad un fuoco.
Vorrebbe scaldarsi, ma non ha il coraggio d&#146;offrirmi i suoi
spiccioli radi, rubati magari in questa chiesa di fronte che
gotica s&#146;innalza fino a bucare le nuvole. Ma sono io la
Madonna! Sono io l&#146;isola di pace, che vergine negli occhi
purifico spiriti e risollevo peni depressi! E come bimbi nel
grembo materno s&#146;accovacciano e s&#146;accucciano dentro
questo paradiso di carne e trovano alcova e riparo a questa
solitudine appiccicosa, che come ombra di notte ti segue e
precede e non ti lascia da sola. Sono io l&#146;ombrello! A
questa pioggia che insistente mi sciupa la tinta e non smette di
battere, come le mie colleghe di fronte che tirano a mattina e mi
rovinano la piazza togliendomi lavoro. E a quel fantasma con la
faccia da uomo che sta facendo un altro giro, vorrei dirgli che
quello che vede l&#146;affitto per poco, che in multiproprietà
è conveniente davvero, senza spreco di soldi, sentimento e
fatica a sopportare il ruolo peggiore di donna che chiamano
moglie. Neanche una stella! Che illumini la mia parte migliore,
quella che nemmeno il pudore protegge e le mutande non fanno
altrettanto. Nuda e piatta non fa mistero e non fa voglie, dove
gli uomini che passano per caso non s&#146;affannano a riempire.
Come invece vorrei che fosse, simile ad un secchio sotto la
pioggia che senza fondo riceve ed incassa senza mai colmarsi fino
all&#146;orlo. Vorrei che m&#146;annusassero invece di stare lì
a guardare, che s&#146;impregnassero del profumo dei miei seni,
perché solo l&#146;odore fa ricordare, e associa immagini e
parole, che altrimenti s&#146;annerirebbero nel buio di questa
notte senza futura memoria. Ma le mie tette non fanno più
poesia, non destano rime e non generano fantasie e stanno giù
molli, appiccicate sul corpo come un lago prosciugato in estate o
palloni aggrinziti lasciati sgonfiare dal tempo. Si fermano e
subito ripartono, neanche il tempo di masturbarsi per poco, per
dare dignità e prestigio a questa donna che sola s&#146;ostina a
strascicare i suoi tacchi riempiendo la notte di travertino e
desolazione, come questa fica ridotta ad un buco nel muro dove
neanche i ragni sono più curiosi d&#146;entrare.</font></p>

<p><font size="1" face="Verdana"><strong>Siti Imperdili</strong><br>
</font><a href="http://www.bocchini-ingoio.eu.tc/"><font size="1"
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</font><a href="http://www.bocchini-amatoriali.eu.tc/"><font
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size="1" face="Verdana"><br>
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face="Verdana"><br>
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<p><font size="1" face="Verdana"><strong>Missione Adulterio!</strong><br>
Un ufficiale donna dei marines è stata mandata alla corte
marziale. Aveva fatto sesso con un collega sposato durante una
missione in Iraq. Un luogotenente donna dei marines, Tara
Burkhart, 31 anni, è stata mandata alla corte marziale per aver
fatto sesso con un militare sposato mentre erano in missione. Il
fatto è avvenuto a Kuwait City, durante la guerra in Iraq. La
Burkhart era al comando di un gruppo di marines in licenza premio
nella capitale kwaitiana. In quella occasione, un reporter
televisivo ha invitato i militari nella sua stanza d'albergo per
intervistarli. In albergo i soldati avrebbero cominciato a
consumare alcolici e, successivamente, per andare in piscina,
avrebbero lasciato le loro armi sotto il letto del giornalista.
Una serie di comportamenti assolutamente proibiti a dei militari.
Dopo il festino in piscina, la Burkhart avrebbe espresso davanti
ai suoi uomini, esplicitamente e con termini volgari, il
desiderio di fare sesso. Poco dopo, la donna si è appartata con
il sergente Josè Montes, suo subordinato e per giunta sposato.
Un altro marine del gruppo, forse per gelosia, ha denunciato la
Burkhart ai suoi superiori. Il luogotenente Tara Burkhart è ora
accusata di adulterio, di comportamento immorale e scorretto e,
soprattutto, di aver lasciato che i suoi soldati bevessero
alcolici e lasciassero le armi incustodite. La corte marziale
potrebbe condannarla a una pena massima di 23 anni di carcere.</font></p>

<p><font size="1" face="Verdana"><strong>Siti Imperdili</strong><br>
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<p><font size="1" face="Verdana"><strong>Dura lex sed lex</strong><br>
Un intraprendente californiano affittava la sua casa a coppie di
scambisti. Ma era sprovvisto della licenza necessaria e rischia
due anni di galera. John Lynch, cinquantenne californiano, è
stato arrestato perché organizzava incontri sessuali senza
licenza. L'uomo invitava le coppie nella sua casa, durante il
week end, e offriva loro l'opportunità di avere rapporti
sessuali, scambiandosi i partner. Lynch, che è già stato
processato, rischia 5000 dollari di multa e trenta mesi di
carcere. &quot;Vogliamo essere certi che la smetta&quot; ha detto
Michael P. Pizzuti il sostituto procuratore che si occupa del
caso. &quot;Spero che il suo arresto permetta a questo quartiere
di recuperare un po' di dignità&quot;. Frank Mateljan, portavoce
del procuratore di Los Angeles, ha detto che Lynch è stato
scoperto grazie alle indagini di un agente di polizia che, sotto
falsa identità, si era infiltrato ai party che l'uomo aveva
orgazizzato tra settembre e dicembre 2001. Pizzuti ha dichiarato
che le coppie interessate allo scambio sessuale di partner
avrebbero pagato Lynch per poter passare la notte nel suo
appartamento che era in una lista di Swinger Magazines. La casa,
conosciuta come The Velvet Swing, ospitava una quarantina di
coppie, dal venerdì alla domenica. La polizia ha cominciato a
indagare a causa delle lamentele dei vicini. Secondo un decreto
municipale, l'attività di organizzatore di incontri sessuali può
essere esercitata soltanto se si ha una licenza del Dipartimento
di Urbanistica e deve svolgersi almeno a 150 metri dalla propria
area di residenza. Lynch e il suo avvocato non hanno rilasciato
alcuna dichiarazione. Il giudice della Corte d'Assise di Los
Angeles, Debre Katz Weintraub, emetterà la sentenza venerdì
prossimo.</font></p>

<p><font size="1" face="Verdana"><strong>Siti Imperdili</strong><br>
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<p><font size="1" face="Verdana">Io ho le chiavi del suo
appartamento e posso entrare quando mi pare, possibilmente
facendola attendere un po'. Vado a farmi un giro, entro in un bar
e prendo un whisky. Non bevo mai alcolici prima di una scena, ma
in questo caso non c'è ragione di prendere precauzioni
particolari perché la ragazza non rischia neanche un graffio.
Trovo un quotidiano e io che non li compro mai mi metto a
leggerlo. Non riesco a seguire, provo a cominciare un articolo ma
devo passare subito al seguente. Fumo una sigaretta. Niente da
fare, devo andare, sono io impaziente, questa volta. Basta, non
ho voglia di aspettare, sono appena le 15:30 ma voglio proprio
vederla. Parcheggio in una via adiacente e mi avvio al palazzo
dove abita lei. Davanti alla porta mi pulisco le suole delle
scarpe, mi aggiusto la giacca, controllo il nodo della cravatta.
Sono proprio pronto. Non devo suonare, ecco la chiave, la guardo
e me la giro tra le mani. Mentre infilo la chiave nella serratura
e la giro recupero tutta la mia freddezza. Sentire il meccanismo
che fa quello che voglio, sentire che tutto fila liscio. Quando
è ben oliato un meccanismo può dare soddisfazione, o almeno
richiamare alla fiducia in se stessi. Salgo le scale e mi trovo
davanti la seconda porta, e tiro fuori la seconda chiave. Mi giro
anche questa tra le mani, la guardo per un attimo. Poi la infilo,
la giro, e il meccanismo del suo piacere comincia a girare. Anche
noi siamo fatti di meccanismi, benché morbidi e tiepidi; il
nostro vantaggio consiste nel poterci sfruttare a nostro stesso
piacimento, una volta che conosciamo il sistema per aprire e
chiudere le nostre stesse serrature. Rifletto e mi inceppo
ancora, oggi sono un po' stanco forse. lei però ha fatto tutto
come doveva. lei è nella camera, allestita come previsto. Mi
avvicino e accarezzo una guancia della ragazza, che giace
immobile nel mezzo del letto matrimoniale. Tutte le finestre sono
chiuse, tutte le tende sono abbassate. L'odore dell'incenso copre
quello delle molte candele che illuminano la stanza. Mi accendo
una sigaretta e l'aria si fa ancora più pesante. La ragazza ha
un sorriso sereno stampato sulla bocca, è finalmente rilassata e
tranquilla. La sua pelle è perfettamente bianca sul petto e
sulla faccia, a parte le guance rosate, gli occhi sottilmente
rigati di nero e le labbra dipinte di un rosso vivissimo. La
ragazza è completamente immobile, le gambe dritte, perfettamente
distese, le braccia incrociate sul petto, la testa leggermente
rialzata sui due cuscini sovrammessi. Le sue palpebre sono chiuse.
Non muove un muscolo. le parlo: &quot;Brava, la mia schiavetta,
così buona, così silenziosa, così disponibile; ora posso fare
davvero di te quello che voglio.&quot; lei ovviamente non
risponde, non può rispondere. </font></p>

<p><font size="1" face="Verdana"><strong>Siti Consigliati</strong><br>
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